6 Ottobre 2026, martedì
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Val di Susa, riparte la mobilitazione No Tav: campeggio di protesta e stretta sulla sicurezza

Dopo gli scontri di fine luglio, il movimento rilancia con un nuovo presidio a Traduerivi. Il Viminale annuncia controlli serrati e limitazioni nelle aree sensibili

La Val di Susa torna al centro della tensione con il nuovo “campeggio di lotta” promosso dal movimento No Tav, in programma dal 30 luglio al 2 agosto a Traduerivi, alle porte di Susa, in prossimità dei cantieri della linea ferroviaria Torino-Lione. Un appuntamento organizzato da tempo, ma che assume oggi un significato più incisivo alla luce dei violenti scontri del 25 luglio scorso.

Attraverso i propri canali ufficiali, il movimento ha confermato la volontà di proseguire la mobilitazione, rilanciando la protesta e manifestando solidarietà ai due attivisti tedeschi arrestati. I giovani, entrambi ventenni, erano stati fermati dalla Digos il giorno successivo agli incidenti avvenuti a Chiomonte. Davanti agli inquirenti hanno dichiarato di trovarsi in valle esclusivamente per partecipare al festival Alta Felicità, negando qualsiasi coinvolgimento negli assalti al cantiere. Tuttavia, il giudice per le indagini preliminari ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere, contestando i reati di devastazione, lesioni a pubblico ufficiale e resistenza. Le indagini proseguono per individuare ulteriori responsabili.

Sul fronte istituzionale, cresce l’attenzione per l’ordine pubblico. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato un imponente dispiegamento di forze in vista dell’avvio del campeggio: “Ci stiamo preparando con la consueta professionalità e competenza delle forze dell’ordine, che saranno numerose sul posto”, ha dichiarato. Previsti anche specifici provvedimenti restrittivi, tra cui il divieto di stazionamento nelle aree limitrofe ai cantieri.

Il clima politico si fa sempre più acceso. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha sollecitato una riflessione condivisa tra le forze politiche sulla risposta dello Stato all’escalation delle ultime settimane. La Lega ha chiesto il divieto del campeggio, mentre Fratelli d’Italia ha annunciato l’intenzione di proporre una norma che introduca il reato di associazione a delinquere per chi organizza azioni violente contro le forze dell’ordine.

Nel frattempo, anche il territorio prende posizione. Il Consiglio dell’Unione montana Valle Susa, storicamente contrario alla Torino-Lione, ha condannato con fermezza gli episodi di violenza. Il presidente Pacifico Banchieri ha sottolineato come tali azioni “non rappresentino la Valle di Susa”, ribadendo la distanza tra le istanze del territorio e le derive più radicali della protesta.

Tra mobilitazione e sicurezza, la valle si prepara così a giorni ad alta tensione, in cui si misurerà ancora una volta il fragile equilibrio tra diritto alla protesta e tutela dell’ordine pubblico.

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