2 Ottobre 2026, venerdì
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Grillo scuote il Movimento: “Ha perso la sua identità”. E dietro l’attacco a Conte torna l’ombra di una nuova sfida politica

L’ex garante del M5S denuncia lo smarrimento delle origini: dalla rivoluzione promessa alla politica dei compromessi. Ma il suo affondo apre anche nuovi interrogativi sul futuro del Movimento e sulle possibili manovre fuori dal perimetro pentastellato

“Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni”. Il titolo scelto da Beppe Grillo per il suo nuovo intervento sul blog è già una dichiarazione d’intenti: un atto d’accusa rivolto a un Movimento 5 Stelle che, secondo il fondatore, avrebbe smarrito il senso della propria nascita.

Per Grillo il problema non è soltanto politico, ma identitario. Il Movimento, nato come forza di rottura e di protesta contro i meccanismi tradizionali della politica, avrebbe progressivamente perso quella “diversità” che ne aveva rappresentato il tratto distintivo. Una trasformazione che, nella lettura dell’ex garante, avrebbe portato a un paradosso: una creatura nata per cambiare la politica sarebbe stata, alla fine, trasformata dalla politica stessa.

“Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone”, scrive Grillo, riaprendo una ferita mai completamente rimarginata all’interno del Movimento. Un richiamo alle origini, quando il M5S si proponeva come alternativa radicale ai partiti tradizionali e come strumento diretto di partecipazione popolare.

Le promesse tradite e il ritorno delle domande originarie

Nel suo intervento, Grillo rivendica la stagione fondativa del Movimento e ricorda alcune delle battaglie che ne hanno caratterizzato il percorso: il reddito di cittadinanza, il limite dei due mandati, le restituzioni degli stipendi parlamentari, la democrazia diretta e la transizione ecologica.

Secondo il fondatore, quelle idee sarebbero però state progressivamente svuotate, trasformandosi da progetti di cambiamento in semplici parole d’ordine da utilizzare nel dibattito pubblico. “Proposte diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet”, è la critica contenuta nel post.

Una riflessione che va oltre le dinamiche interne del Movimento e che si inserisce in un quadro più ampio: quello della crisi della rappresentanza politica occidentale. Grillo sostiene infatti che il disagio sociale, economico e culturale sia il risultato di un modello sempre più distante dai cittadini, incapace di rispondere alle loro paure e alle loro aspettative.

Democrazia, sicurezza e intelligenza artificiale: le nuove sfide secondo Grillo

Nel mirino dell’ex leader del Movimento c’è anche il modo in cui la politica affronta alcune delle grandi questioni contemporanee. Dall’immigrazione alla sicurezza, dalla sanità alla trasformazione del lavoro, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla vita quotidiana.

Secondo Grillo, il rischio è che la politica utilizzi le paure dei cittadini invece di affrontarle con soluzioni concrete. Una dinamica che, a suo avviso, potrebbe spingere le persone verso modelli autoritari o verso forme di controllo tecnologico sempre più pervasive.

“Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto”, avverte. Per questo, secondo il fondatore del M5S, la ripartenza dovrebbe passare da una parola chiave: ascolto.

Le domande, sostiene Grillo, sono ancora quelle che hanno dato origine al Movimento: sicurezza, equità sociale, partecipazione, identità e capacità di immaginare il futuro. Una prospettiva che, nelle sue intenzioni, dovrebbe superare la logica del consenso immediato e dei cicli elettorali.

L’affondo a Conte e le voci su una possibile nuova partita

Il messaggio di Grillo arriva però in un momento particolarmente delicato per il Movimento 5 Stelle e inevitabilmente alimenta interrogativi sulle sue reali intenzioni politiche. Da tempo, infatti, circolano indiscrezioni secondo cui l’ex garante potrebbe essere impegnato, insieme ad Alessandro Di Battista, nella costruzione di un nuovo spazio politico alternativo, capace di intercettare quella componente più movimentista che si sente distante dall’attuale linea guidata da Giuseppe Conte.

Nessuna conferma ufficiale è arrivata su un progetto di questo tipo, ma le parole di Grillo sembrano comunque avere l’effetto di agitare nuovamente le acque interne al mondo pentastellato. Un richiamo alle origini, una critica alla gestione attuale o forse anche un modo per misurare il terreno e capire quanto sia ancora forte il legame con quella base che, negli anni, ha rappresentato la vera forza del Movimento.

Per ora resta un dato: Grillo è tornato a parlare. E ogni volta che lo fa, nel Movimento 5 Stelle si apre una nuova fase di tensione.

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