6 Ottobre 2026, martedì
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Giappone, potente terremoto nel Kumamoto: scossa di magnitudo 7.1 e allerta tsunami

Epicentro superficiale e massima intensità sulla scala giapponese: attivate le misure di emergenza. Nessun danno segnalato nell’immediato, centrali nucleari sotto controllo

Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il Giappone sudoccidentale, interessando in particolare la prefettura di Kumamoto, sull’isola di Kyushu. Il sisma si è verificato alle 16:27 ora locale (9:27 in Italia) ed è stato classificato dall’Agenzia meteorologica giapponese con un’intensità pari a 7 sulla scala sismica nazionale, il livello massimo previsto.

Secondo i dati ufficiali, l’ipocentro è stato localizzato a soli 10 chilometri di profondità, un fattore che ha contribuito ad amplificare la percezione della scossa in superficie. Immediatamente dopo l’evento, le autorità hanno diramato un’allerta tsunami per le aree costiere del Mar di Ariake e del Mar di Yatsushiro, invitando la popolazione a mantenere alta l’attenzione.

Nonostante la violenza del sisma, nelle ore successive non sono stati segnalati danni significativi né vittime. Un primo bilancio che lascia spazio a un cauto ottimismo, anche alla luce dell’elevato livello di preparazione antisismica del Paese.

Sul fronte internazionale, il Centro di allerta tsunami del Pacifico degli Stati Uniti ha precisato che non esiste alcun rischio di onde anomale al di fuori delle coste locali giapponesi, circoscrivendo dunque l’eventuale impatto del fenomeno.

Particolare attenzione è stata rivolta anche alla sicurezza degli impianti nucleari. L’Autorità di regolamentazione nucleare giapponese ha confermato che non sono state rilevate anomalie nelle centrali presenti nell’area interessata. La compagnia Kyushu Electric Power ha inoltre comunicato che i tre reattori attivi nella regione hanno continuato a operare regolarmente, senza interruzioni o criticità.

Il ricordo del devastante terremoto che nel 2016 colpì proprio Kumamoto resta ancora vivo: allora si contarono oltre 50 vittime, circa 1.800 feriti e decine di migliaia di edifici distrutti. Un precedente che sottolinea quanto il Giappone rimanga uno dei territori più esposti al rischio sismico globale, ma anche uno dei più attrezzati nel fronteggiarlo.

Le autorità continuano a monitorare la situazione, mentre la popolazione resta in stato di vigilanza, consapevole della possibilità di ulteriori scosse di assestamento.

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