Il prezzo dei carburanti torna al centro del dibattito politico, alimentando lo scontro tra governo e opposizioni. Con il gasolio che ha raggiunto quota 2,16 euro al litro — fino a 2,23 euro in autostrada — le critiche si fanno sempre più incisive, soprattutto sul tema delle accise e sulle misure adottate dall’esecutivo negli ultimi anni.
A innescare la polemica è stata la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, che ha affidato ai social un attacco diretto alla presidente del Consiglio. Nel suo intervento, Appendino richiama le promesse fatte in passato proprio sul fronte delle accise, accusando il governo non solo di non averle abolite, ma addirittura di aver contribuito all’aumento della pressione sui consumatori. Nel mirino anche la scelta di non prorogare lo sconto sui carburanti, scaduto il 3 luglio, alla vigilia delle grandi partenze estive.
Secondo l’esponente pentastellata, le misure introdotte finora — come il cartello del prezzo medio regionale promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy — si sarebbero rivelate inefficaci, configurandosi più come strumenti comunicativi che come interventi strutturali. Un’azione che, a suo giudizio, avrebbe finito per scaricare responsabilità sugli esercenti senza incidere realmente sui costi per cittadini e imprese.
Sulla stessa linea anche il Partito Democratico, che rilancia il tema con toni altrettanto duri. Alessandro Zan, componente della segreteria Pd ed europarlamentare, sottolinea la distanza tra le dichiarazioni passate e la situazione attuale, accusando il governo di immobilismo di fronte a rincari definiti ormai “insostenibili”.
Nel suo intervento, Zan evidenzia come le promesse di eliminare le accise siano rimaste disattese e invita l’esecutivo a prendere in considerazione la proposta delle cosiddette “accise mobili”, un meccanismo che consentirebbe di modulare la tassazione in funzione dell’andamento dei prezzi, con l’obiettivo di attenuare l’impatto degli aumenti su famiglie e imprese.
Il caro carburanti, dunque, si conferma terreno sensibile e altamente politico, dove il confronto si gioca tra narrazione e soluzioni concrete. In un contesto segnato da tensioni sui mercati energetici e da una pressione crescente sui bilanci delle famiglie, il tema delle accise torna a essere un banco di prova cruciale per la credibilità e l’efficacia dell’azione di governo.
