3 Ottobre 2026, sabato
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Venezuela, la terra non smette di tremare: nuovo sisma mentre si cercano 50mila dispersi

Soccorritori al lavoro senza sosta dopo i devastanti terremoti gemelli. Sale a 920 il bilancio delle vittime. Arriva anche la missione italiana

Non si arresta la sequenza sismica che sta mettendo in ginocchio il Venezuela. Nelle ultime ore un nuovo terremoto di magnitudo 4.9 è stato registrato nel centro del Paese, con epicentro localizzato a circa 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua. Una scossa che, pur meno intensa rispetto a quelle dei giorni scorsi, riaccende paura e tensione in una popolazione già provata da una delle peggiori emergenze degli ultimi anni.

A oltre 48 ore dai devastanti terremoti gemelli – di magnitudo 7.2 e 7.5 – la macchina dei soccorsi continua a lavorare senza tregua tra macerie e distruzione. Il dato più drammatico resta quello dei dispersi: circa 50mila persone risultano ancora all’appello, un numero che alimenta l’angoscia e rende estremamente complessa la gestione dell’emergenza.

Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno 920 vittime. Tra queste anche Francesca Mannina, la donna di origini siciliane che nei giorni scorsi risultava dispersa e il cui decesso è stato purtroppo confermato, aggiungendo un ulteriore elemento di dolore anche per l’Italia.

Intanto la comunità internazionale si mobilita. È atterrato all’aeroporto di El Libertador, a ovest di Caracas, il volo messo a disposizione dal Ministero della Difesa per supportare la missione italiana nel Paese sudamericano. A bordo un team composto da 97 persone: soccorritori specializzati, personale sanitario, vigili del fuoco e funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina.

Nelle prossime ore la squadra raggiungerà le aree più duramente colpite per fornire assistenza immediata alla popolazione, contribuendo alle operazioni di ricerca e soccorso e all’allestimento dei primi presidi sanitari. Una presenza che si inserisce nel più ampio sforzo internazionale per fronteggiare una catastrofe umanitaria destinata, con ogni probabilità, a lasciare segni profondi e duraturi.

Sul terreno, intanto, la priorità resta una sola: salvare chi può ancora essere trovato vivo sotto le macerie. Ma con il passare delle ore, mentre la terra continua a tremare, cresce il timore che il bilancio sia destinato ad aggravarsi ulteriormente.

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