La guerra tra Russia e Ucraina torna a colpire con forza il cuore delle rispettive capitali, segnando un’ulteriore escalation sul fronte aereo. Nelle ultime ore Mosca è stata bersaglio di un massiccio attacco con droni che ha costretto alla chiusura totale degli aeroporti cittadini, mentre Kiev è finita nuovamente sotto la minaccia di missili balistici.
Il sistema dei trasporti della capitale russa è stato messo in ginocchio. Il ministero dei Trasporti ha disposto lo stop immediato alle operazioni negli scali di Sheremetyevo, Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky, bloccando decolli e atterraggi. Una misura definita “necessaria per garantire la sicurezza del volo”, ma che ha avuto pesanti ripercussioni sul traffico aereo: centinaia i voli cancellati o rinviati, con migliaia di passeggeri rimasti a terra.
Secondo le autorità russe, l’offensiva ucraina si è sviluppata su larga scala. Il sindaco Sergey Sobyanin ha parlato apertamente di uno dei più imponenti attacchi mai registrati sulla capitale: “I sistemi di difesa aerea continuano a respingere un attacco massiccio”, ha dichiarato, precisando che almeno 182 droni diretti verso Mosca sono stati intercettati e distrutti. Nonostante la risposta delle difese, alcuni velivoli senza pilota sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi, colpendo una raffineria nell’area metropolitana. Le autorità locali hanno riferito di interventi immediati per contenere i danni e gestire le conseguenze dell’impatto.
Ma il conflitto si è consumato, come ormai consuetudine, su entrambi i fronti. Nella notte, Kiev ha vissuto ore di forte tensione. L’amministrazione militare e l’aeronautica ucraina hanno diramato un’allerta aerea estesa a diverse regioni, segnalando il rischio imminente di attacchi con armi balistiche russe. Pocho dopo, la minaccia si è concretizzata: almeno un missile ha colpito la capitale, accompagnato da forti esplosioni udite in diversi quartieri.
La popolazione, ormai abituata a convivere con l’emergenza, si è riversata rapidamente nei rifugi sotterranei. Scene già viste, ma che continuano a testimoniare la fragilità della sicurezza urbana in entrambe le capitali.
Il doppio attacco conferma una dinamica ormai consolidata nel conflitto: una guerra sempre più tecnologica, combattuta con droni e missili a lungo raggio, capace di colpire in profondità i centri nevralgici dei due Paesi. Mosca e Kiev, distanti centinaia di chilometri dal fronte, restano così esposte a incursioni che amplificano la pressione psicologica oltre che militare.
In assenza di segnali concreti di de-escalation, il conflitto continua a spostarsi sempre più verso una dimensione di logoramento reciproco, dove la superiorità nei cieli diventa uno degli elementi decisivi della guerra.
