9 Agosto 2026, domenica
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Electrolux, tregua al Mimit: stop a licenziamenti e chiusure per 50 giorni

Apertura dell’azienda al confronto dopo settimane di tensione. I sindacati: “Primo passo, ma la vertenza resta aperta”

– Una pausa che sa di tregua, ma non ancora di soluzione. Al tavolo convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Electrolux ha annunciato la sospensione per 50 giorni del piano che prevedeva licenziamenti e chiusure di stabilimenti, aprendo contestualmente alla possibilità di un confronto per individuare soluzioni condivise.

A segnare il cambio di passo è stata la disponibilità manifestata dall’amministratore delegato di Electrolux Italia, Massimiliano Ranieri, che – secondo quanto emerso nel corso dell’incontro – si è detto pronto a lavorare con le parti sociali per arrivare a un’intesa prima della pausa estiva. Un segnale atteso da settimane, dopo le mobilitazioni e le proteste dei lavoratori.

All’esterno del ministero, dove si erano radunati operai e delegazioni sindacali, la notizia è stata accolta con entusiasmo: applausi e sollievo per una decisione che congela, almeno temporaneamente, uno scenario industriale che appariva sempre più critico.

Ma i sindacati invitano alla prudenza. “La situazione non è risolta definitivamente – sottolinea Davide Sperti, segretario della Uilm – tuttavia il piano è sospeso e l’azienda si è impegnata a non procedere unilateralmente con alcuna iniziativa. È un primo passo avanti che accogliamo con cauto ottimismo e che è il risultato delle mobilitazioni di queste settimane”.

Una posizione condivisa anche sul fronte della strategia futura: “Si apre ora una fase di confronto – prosegue Sperti – che dovrà portare a soluzioni alternative rispetto a un piano che abbiamo giudicato inaccettabile, basato su dismissioni e chiusure progressive degli stabilimenti”.

Nei prossimi giorni sono previste assemblee nei siti produttivi e nuovi incontri al ministero. L’obiettivo è costruire un percorso che salvaguardi l’occupazione e ridisegni le prospettive industriali del gruppo in Italia. La vertenza resta dunque aperta, ma la sospensione rappresenta una finestra negoziale che potrebbe rivelarsi decisiva.

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