13 Luglio 2026, lunedì
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Honduras, stretta storica contro i femminicidi: pene fino a 60 anni e tribunali “al femminile”

Una donna uccisa ogni 32 ore. Il Parlamento di Tegucigalpa vara una riforma senza precedenti: aggravanti ampliate, carcere durissimo e la proposta di un organo giudiziario composto esclusivamente da donne

Una donna uccisa ogni 32 ore. È il ritmo drammatico di una violenza strutturale che in Honduras ha assunto i contorni di un’emergenza nazionale. Di fronte a numeri che non lasciano spazio a interpretazioni, il Parlamento di Tegucigalpa ha approvato all’unanimità una riforma radicale del codice penale, introducendo un giro di vite senza precedenti sul reato di femminicidio.

Il cuore del provvedimento è l’inasprimento delle pene: la condanna base resta compresa tra i 25 e i 30 anni di reclusione, ma il sistema sanzionatorio si irrigidisce sensibilmente al crescere della gravità del crimine. In presenza di aggravanti – come violenza sessuale o sequestro con esito mortale – la pena potrà salire fino a 40 anni. Ma è nelle nuove fattispecie introdotte che si misura la portata della riforma: per la prima volta il legislatore honduregno codifica indicatori specifici come la violenza psicologica, le dinamiche di controllo e possesso sulla vittima, l’abuso reiterato e lo sfruttamento di condizioni di vulnerabilità economica o fisica. In questi casi, la condanna potrà arrivare fino a 60 anni di carcere.

«Chiunque eserciti violenza contro una donna deve sapere che dovrà affrontare tutta la forza della legge», ha dichiarato il presidente del Parlamento, Tomas Zambrano, rivendicando il valore deterrente della riforma.

Ma l’intervento non si limita all’inasprimento delle pene. Il Congresso ha infatti avanzato una richiesta formale alla Corte Suprema di giustizia affinché venga istituito un organo giudiziario specializzato, con competenza nazionale, dedicato esclusivamente ai casi di femminicidio e ai reati connessi. Un elemento, questo, che segna una svolta anche sul piano simbolico: l’organismo dovrebbe essere composto unicamente da giudici donne. «Saranno donne a giudicare per rendere giustizia alle donne», ha sottolineato Zambrano, delineando un modello che punta a rafforzare sensibilità e competenze nella gestione di questi procedimenti.

La riforma si inserisce in un contesto allarmante. L’Honduras registra il più alto tasso di femminicidi tra i 17 Paesi dell’America Latina: 4,3 casi ogni 100mila abitanti, un dato che supera di gran lunga quello di molti Paesi europei. Secondo l’Osservatorio sulla violenza dell’Università nazionale autonoma dell’Honduras, nel solo 2025 si contano già 262 donne uccise.

Numeri che raccontano una crisi profonda e radicata, alla quale il governo tenta ora di rispondere con una stretta normativa e istituzionale. Resta da capire se la riforma riuscirà a tradursi in una reale inversione di tendenza o se, come spesso accade, la sfida più difficile sarà quella dell’applicazione concreta delle leggi in un contesto sociale segnato da disuguaglianze e impunità diffuse.

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