3 Ottobre 2026, sabato
HomeMondoPolitica nel MondoMedio Oriente sull’orlo del baratro: raid Usa in Iran, missili su Kuwait...

Medio Oriente sull’orlo del baratro: raid Usa in Iran, missili su Kuwait e Bahrein, escalation anche in Libano

Colpite postazioni radar iraniane nello Stretto di Hormuz. Teheran risponde con droni e razzi contro basi nel Golfo. Israele ordina evacuazioni nel Sud del Libano. Sullo sfondo, negoziati fragili legati allo sblocco di 24 miliardi di dollari

La crisi in Medio Oriente torna a incendiarsi proprio mentre la diplomazia tenta, con fatica, di mantenere aperto un canale di dialogo. Nelle ultime ore si è assistito a una pericolosa accelerazione militare che coinvolge Stati Uniti, Iran, Israele e diversi Paesi del Golfo, riaprendo scenari di conflitto su larga scala.

Gli Stati Uniti hanno colpito installazioni radar iraniane di sorveglianza costiera nelle località di Goruk e sull’isola strategica di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici globali. Il Comando centrale americano ha definito l’operazione un’azione di “autodifesa”, mirata a prevenire ulteriori attacchi nella regione. Contestualmente, le forze statunitensi hanno intercettato e abbattuto quattro droni d’attacco iraniani diretti verso lo stesso stretto.

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie – i Pasdaran – hanno lanciato missili e droni contro obiettivi in Kuwait e Bahrein, parlando apertamente di attacchi contro “basi nemiche”. In Bahrein, secondo fonti dell’agenzia Tasnim, sono scattate le sirene di allarme, mentre le autorità locali hanno condannato con fermezza l’azione iraniana, definendola “una flagrante aggressione” e una violazione della sovranità nazionale e di quella kuwaitiana.

Parallelamente, si riaccende anche il fronte libanese. L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione immediata di cinque località nel sud del Paese – Aaramta, Machghara, Kafr Houna, Sejoud e Ansariyeh – invitando la popolazione a spostarsi a nord del fiume Zahrani. Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato di essere “costrette ad agire con la forza” contro Hezbollah, accusato di violare gli accordi di cessate il fuoco. Nelle stesse ore, fonti libanesi riferiscono di soldati uccisi in raid israeliani nella regione meridionale.

Sul piano politico, resta appesa a un filo la possibilità di un’intesa tra Washington e Teheran. Secondo Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema, il nodo cruciale è rappresentato dallo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. “La palla è nel campo di Trump”, ha dichiarato, sottolineando come tali fondi rappresentino “una prova di fiducia” indispensabile per proseguire i negoziati. In caso contrario, ha avvertito, gli Stati Uniti rischiano di entrare in un “corridoio oscuro”, preludio a una nuova fase di scontro diretto.

In un contesto già segnato da tensioni croniche, l’attuale escalation rischia dunque di travolgere gli equilibri regionali e compromettere definitivamente ogni tentativo di soluzione diplomatica. Il Medio Oriente torna così a muoversi sul crinale pericoloso tra deterrenza e guerra aperta.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti