3 Ottobre 2026, sabato
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Fisco e alleanze, Appendino attacca: “Una tassa sui milionari è buon senso. Renzi? Il Loki della politica”

La deputata M5S rilancia la “millionaire tax” come misura di equità sociale e chiude alla prospettiva di intese con Italia Viva: “Fa perdere voti e tradisce, meglio senza di lui”

Una misura di “buon senso” contro un sistema che, a suo dire, protegge i più ricchi e scarica il peso fiscale sulla classe media. Chiara Appendino torna a spingere sul tema della redistribuzione della ricchezza e lo fa rilanciando con decisione la proposta di una “millionaire tax”, intervenendo ad Accordi&Disaccordi, il talk di approfondimento politico in onda sul Nove.

“Si parla di patrimoniale a vanvera, è una mistificazione utile solo a inquinare il dibattito pubblico su una misura giusta”, afferma la deputata del Movimento 5 Stelle, ribaltando la narrazione dominante. “Siamo di fronte a una lotta di classe al contrario: un sistema che blinda i super ricchi perché ne è terrorizzato”.

Appendino richiama i dati sulla distribuzione della ricchezza in Italia: “Se il 60% della ricchezza è concentrata nelle mani del 10% della popolazione, diventa difficile comprendere l’opposizione a un contributo da parte di chi possiede milioni di euro”. Un contributo che, nelle sue intenzioni, potrebbe avere anche una finalità precisa: “Una tassa di scopo, ad esempio per abbattere le liste d’attesa nella sanità”.

La parlamentare chiarisce che il nodo non è tanto fissare una soglia, quanto riaprire il tema della redisuzione: “Oggi il meccanismo è fermo”. E attacca frontalmente il governo: “Meloni è da quattro anni che massacra la classe media, aumentando i costi su casa, carburanti, giovani e beni essenziali come i pannolini. Gli unici che non vengono toccati sono i milionari”.

Respinge quindi le accuse di estremismo: “Dov’è l’estremismo? Qui parliamo di una politica di buon senso. La verità è che hanno paura, perché la maggioranza degli italiani chiede maggiore equità”.

All’interno del Movimento 5 Stelle il confronto resta aperto, ma Appendino rivendica il valore del dibattito: “Fare politica significa anche provare a convincere gli altri delle proprie idee”.

Se sul fisco il bersaglio è il governo, sul piano politico l’attacco più duro è riservato a Matteo Renzi. Appendino non usa mezzi termini e affonda: “Non possiamo dimenticare chi è: colui che ha fatto cadere il governo Conte II, impedendo che gestisse i 209 miliardi del PNRR ottenuti proprio da Conte”.

Ma la critica va oltre il passato: “Non è una questione personale, è un dato politico. Renzi è il politico più inaffidabile in assoluto”. E ricorre a una metafora pop: “Mi ricorda Loki degli Avengers: non riesce a non tradire, è più forte di lui. Le sue promesse sono carta straccia”.

Infine, la valutazione elettorale: “Renzi non è un valore aggiunto, fa perdere voti. Nei territori le persone ce lo dicono chiaramente: se ci alleiamo con lui, restano a casa”. Da qui la conclusione netta: “Meglio lasciare a casa Renzi che i nostri elettori”.

Una doppia linea, dunque: pressione sul fronte fiscale e chiusura su possibili alleanze centriste. Con un obiettivo dichiarato: riportare al centro del dibattito politico il tema della redistribuzione e della credibilità.

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