3 Ottobre 2026, sabato
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Dalla tentata auto rubata alla cattura di un killer in fuga: arrestato ad Ancona latitante ricercato per omicidio

Blitz dei Carabinieri nel parcheggio della stazione di Palombina: due fermati in flagranza. Uno di loro era destinatario di un mandato d’arresto europeo per un delitto avvenuto a Lione

Quella che doveva essere una normale operazione di controllo del territorio si è trasformata, nel giro di poche ore, in un risultato investigativo di portata internazionale. È accaduto all’alba ad Ancona, dove i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dorica hanno arrestato un latitante ricercato per omicidio, intercettato quasi per caso durante un tentato furto d’auto.

L’intervento è scattato nel parcheggio della stazione ferroviaria di Ancona-Palombina, in via Emilia, durante un servizio di pattugliamento notturno mirato al contrasto dei reati predatori. I militari hanno colto in flagrante due uomini intenti a rubare una Fiat Punto. Alla vista della pattuglia, i sospetti hanno cercato maldestramente di nascondersi all’interno dell’abitacolo, ma la reazione immediata dei Carabinieri ha impedito qualsiasi tentativo di fuga.

Bloccati senza difficoltà, i due sono stati identificati: un 46enne cittadino slovacco, sorpreso mentre manometteva i cavi di accensione del veicolo, e un tunisino di 32 anni, senza fissa dimora, con il ruolo di “palo”. L’operazione ha consentito non solo di sventare il furto, ma anche di recuperare oggetti di valore – tra cui un orologio e alcune collanine – sottratti al proprietario dell’auto, un venditore ambulante.

All’interno della vettura, i militari hanno rinvenuto e sequestrato gli strumenti utilizzati per il colpo – una tronchese e un coltello – oltre al dispositivo satellitare del mezzo, già rimosso nel tentativo di impedirne la localizzazione. Il 32enne tunisino è stato inoltre trovato in possesso di una modica quantità di cocaina.

Condotti in caserma per gli accertamenti di rito, i due sono stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici. Ed è proprio da qui che l’indagine ha preso una piega inattesa: la reale identità del cittadino tunisino ha rivelato un profilo criminale ben più grave. A suo carico risultava infatti un mandato di arresto europeo emesso il 18 settembre 2025 dal Tribunale di Lione.

L’uomo era ricercato per un omicidio avvenuto il 9 settembre dello stesso anno a Villeurbanne, nella periferia lionese. La vittima, un 39enne suo conoscente, era stata trovata senza vita nel proprio appartamento di rue de France, nel quartiere Gratte-Ciel, dopo aver subito violente percosse. Le indagini francesi avevano già raccolto elementi decisivi contro il sospettato, tra cui impronte digitali rinvenute sul corpo e testimonianze dirette.

Per entrambi gli uomini è scattato l’arresto in flagranza per furto aggravato. Successivamente, una perquisizione nell’abitazione del cittadino slovacco ha portato al sequestro di hashish e alla segnalazione della coniuge alla Prefettura.

Disposte misure cautelari differenziate: il 46enne slovacco è stato posto agli arresti domiciliari, mentre il 32enne tunisino, identificato come il latitante ricercato, è stato trasferito nel carcere di Ancona-Monteacuto, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa delle procedure legate al mandato di cattura internazionale.

Un’operazione nata come ordinario controllo si è così conclusa con un colpo decisivo contro la criminalità, dimostrando ancora una volta l’efficacia della presenza sul territorio e il valore dell’attività investigativa coordinata anche a livello europeo.

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