Una svolta nelle indagini sull’omicidio di Giacomo Bongiorni segna un punto cruciale nell’inchiesta sulla violenta rissa avvenuta nei giorni scorsi a Massa. La Procura della Repubblica ha disposto il fermo di tre giovani, ritenuti — allo stato delle indagini — responsabili, in concorso, della morte del 46enne.
A darne notizia è stato il Procuratore Piero Capizzoto, che ha evidenziato la gravità dei fatti e la necessità di garantire una corretta informazione su una vicenda che ha profondamente scosso la comunità.
I fermi: accuse pesanti
I provvedimenti restrittivi hanno riguardato tre ragazzi maggiorenni, accusati di concorso in omicidio volontario. Si tratta di Ionut Alexandru Miron, 23 anni, Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi di nazionalità rumena, e di un terzo soggetto la cui posizione è stata definita nel corso delle ultime ore dagli inquirenti.
Un passaggio investigativo decisivo, maturato al termine delle prime attività istruttorie coordinate dalla Procura di Massa, che ha consentito di delineare un quadro accusatorio ritenuto sufficientemente solido per procedere con i fermi.
La rissa e la morte del 46enne
L’episodio si è verificato nella zona di Piazza Palma, a pochi passi dal centro cittadino. Qui, per cause ancora in fase di accertamento, un gruppo di giovani — tra cui figurano anche minorenni — è entrato in violento contatto con due uomini.
Ad avere la peggio è stato Bongiorni, morto a seguito delle lesioni riportate durante lo scontro. L’altra persona coinvolta è rimasta ferita ed è tuttora ricoverata in ospedale.
Indagini serrate e ruolo dei minorenni
Determinante l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Massa, che in tempi rapidi hanno identificato tutti i partecipanti alla rissa, procedendo a perquisizioni e sequestri di materiale ritenuto utile alle indagini.
Nel frattempo, il Pubblico Ministero ha già avviato interrogatori e audizioni di testimoni, mentre l’inchiesta prosegue in collaborazione con la Procura per i Minorenni di Genova, chiamata a valutare le eventuali responsabilità dei soggetti più giovani coinvolti nello scontro.
Attesa per l’autopsia e gli interrogatori
Elementi decisivi per chiarire la dinamica e le responsabilità individuali potranno emergere nei prossimi giorni dall’esame autoptico sul corpo della vittima.
Intanto, i tre giovani fermati compariranno a breve davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Massa per gli interrogatori di garanzia. In quella sede potranno fornire la propria versione dei fatti e tentare di chiarire la propria posizione.
L’inchiesta resta aperta e in pieno sviluppo, ma il triplice fermo rappresenta il primo, significativo punto fermo in una vicenda che continua a interrogare la città su sicurezza e violenza giovanile.
