Per quarantotto ore un’ampia fetta dell’Abruzzo dovrà fare i conti con i rubinetti a secco. Dalle 6 di lunedì 13 aprile fino a tutta la giornata di martedì 14, oltre 250mila cittadini in 19 Comuni resteranno senza acqua a causa di un imponente intervento di manutenzione sulla rete idrica regionale. Un blackout programmato, ma non per questo meno impattante, che sta già mettendo a dura prova la quotidianità del territorio.
Il provvedimento, disposto dall’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), si rende necessario per consentire lavori di potenziamento sulla condotta “Giardino”, infrastruttura strategica per l’approvvigionamento idrico dell’area. Un’operazione definita imprescindibile per migliorare efficienza e stabilità della rete, ma che comporta inevitabili sacrifici per la popolazione.
Due giorni senz’acqua, poi stop all’uso alimentare
L’interruzione del servizio interesserà 13 Comuni della provincia di Pescara – inclusi Pescara e Montesilvano – cinque centri del Chietino, tra cui Chieti, e un Comune del Teramano. Ma i disagi non si esauriranno con il ripristino dell’erogazione: una volta riattivata la rete, l’acqua non sarà immediatamente potabile.
Per ragioni sanitarie, infatti, sarà vietato l’uso a fini alimentari per almeno due giorni, fino a quando la Asl non certificherà la piena idoneità. Il ritorno alla normalità è previsto indicativamente per venerdì.
Emergenza coordinata e servizi garantiti
La gestione dell’emergenza è affidata alla Prefettura, in raccordo con i Centri operativi comunali attivati per l’occasione. L’Aca ha predisposto un piano straordinario: oltre venti autobotti saranno dislocate sul territorio per rifornire la popolazione, mentre ospedali e strutture socio-sanitarie continueranno a ricevere acqua senza interruzioni.
Saranno inoltre installate cisterne nei punti più sensibili, con l’obiettivo di limitare al massimo i disagi. Sul fronte sanitario, le attività essenziali resteranno garantite, anche se alcune prestazioni territoriali – come ambulatori e consultori – subiranno sospensioni temporanee.
Scuole chiuse e città rallentate
Il blackout idrico avrà ripercussioni diffuse sulla vita pubblica. A Pescara e Chieti resteranno chiuse scuole di ogni ordine e grado, così come i servizi per l’infanzia e i campus dell’Università “d’Annunzio”. Serrande abbassate anche per musei pubblici, mercati coperti, mercato ittico all’ingrosso e impianti sportivi comunali.
Disagi previsti anche nei trasporti, a partire dall’aeroporto, dove si correrà ai ripari con l’installazione di bagni chimici per garantire i servizi minimi ai viaggiatori.
Corsa alle scorte: scaffali svuotati
Nelle ore che precedono lo stop, nelle aree coinvolte si respira un clima di crescente tensione. Supermercati e negozi sono stati presi d’assalto da cittadini impegnati a fare scorte di acqua in bottiglia e ad acquistare taniche per l’emergenza. In molti punti vendita si registrano già carenze di prodotti, segno tangibile di una preoccupazione diffusa.
Un episodio che mette in evidenza la fragilità delle infrastrutture e, al tempo stesso, la difficoltà di gestire interventi indispensabili senza impatti significativi sulla vita quotidiana. Per l’Abruzzo si tratta di una prova complessa: due giorni senz’acqua che raccontano, più di ogni parola, il valore di una risorsa spesso data per scontata.
