6 Ottobre 2026, martedì
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Forlì, sei decessi di anziani sotto la lente: l’autista delle ambulanze e l’inchiesta che si allarga

L’inchiesta della Procura di Forlì si allarga ai decessi sospetti avvenuti durante trasporti sanitari tra febbraio e novembre 2025. L’indagato è un autista di ambulanze di 27 anni, arrestato per l’omicidio di un’anziana.

Nel fascicolo aperto dalla Procura di Forlì il numero dei casi sospetti cresce e il quadro accusatorio si fa sempre più complesso. Sono sei, al momento, gli omicidi di anziani contestati a Luca Spada, 27 anni, autista di ambulanze, in servizio anche per la Croce Rossa, arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di omicidio volontario aggravato in relazione alla morte di una donna di 85 anni, Deanna Mambelli, deceduta il 25 novembre 2025 durante un trasporto sanitario.

Per quell’episodio, sul quale si concentra la misura cautelare, la Procura ipotizza che la vittima sia stata uccisa tramite un’embolia provocata dall’iniezione di aria attraverso un catetere venoso. Una ricostruzione che ha portato all’arresto disposto dal gip, pur in un quadro ancora tutto da consolidare sul piano processuale. La giudice per le indagini preliminari, Ilaria Rosati, non ha tuttavia ravvisato l’aggravante della premeditazione, richiesta invece dall’accusa.

Nel complesso, i magistrati contestano cinque aggravanti: l’aver agito approfittando della condizione di minorata difesa delle vittime, la violazione dei doveri di incaricato di pubblico servizio, l’aver operato in danno di persone ricoverate o fragili e l’utilizzo di un mezzo ritenuto insidioso. Per la Procura, inoltre, il quadro indiziario suggerirebbe una serialità di condotte omicidarie nei confronti di pazienti anziani trasportati in ambulanza.

L’indagine, infatti, non si limita al singolo caso. In origine erano cinque i decessi sospetti registrati tra febbraio e novembre 2025, tutti accomunati dalla presenza dell’indagato a bordo dei mezzi di soccorso. Successivamente gli approfondimenti investigativi avrebbero portato a ipotizzare ulteriori episodi, fino a un totale di sei contestazioni complessive, mentre verifiche su altri casi restano tuttora in corso.

Un elemento centrale dell’inchiesta è rappresentato dagli accertamenti medico-legali e tecnico-scientifici. L’autopsia eseguita sul corpo della 85enne e le analisi condotte dai Ris di Parma su materiale sanitario sequestrato — tra cui siringhe, aghi e dispositivi per accessi venosi — avrebbero fornito riscontri ritenuti rilevanti dagli investigatori per sostenere l’ipotesi accusatoria.

Accanto ai dati forensi, un peso significativo è attribuito alle intercettazioni ambientali e telefoniche. In alcune conversazioni attribuite all’indagato, emergerebbero frasi dal contenuto inquietante. In un passaggio avrebbe affermato che “i poveri anziani soffrono troppo”, mentre in un altro si sarebbe spinto fino a dichiarazioni del tipo “mi è piaciuto quello che ho fatto, lo voglio rifare”. Espressioni che gli inquirenti considerano compatibili con un quadro di particolare gravità indiziaria, ma che dovranno essere valutate nel contraddittorio processuale.

L’arresto è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Forlì insieme ai militari del Nas di Bologna, su ordinanza del giudice. L’operazione è scattata al termine di un’indagine avviata mesi fa anche a seguito di segnalazioni interne provenienti dall’ambiente sanitario, che avevano evidenziato anomalie in alcuni decessi avvenuti durante i trasporti.

Parallelamente, gli investigatori stanno approfondendo eventuali collegamenti dell’indagato con un’impresa di onoranze funebri del territorio di Meldola, elemento che al momento non ha prodotto contestazioni formali ma che rientra nel più ampio quadro di verifiche.

Spada, residente nella zona e noto anche per esperienze imprenditoriali e un passato interesse per la politica locale, ha sempre respinto ogni accusa. La sua difesa lo descrive come “sconcertato” dalle contestazioni e ribadisce la totale estraneità ai fatti, sottolineando come le responsabilità dovranno essere accertate esclusivamente in sede giudiziaria.

L’inchiesta, tuttavia, è tutt’altro che chiusa: il numero dei casi sotto esame potrebbe aumentare e il lavoro degli inquirenti prosegue per chiarire se dietro i decessi ravvicinati degli anziani trasportati in ambulanza vi sia una dinamica unitaria o una serie di episodi distinti.

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