25 Ottobre 2026, domenica
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Golden Power su Pirelli, il governo stringe sul socio cinese: scudo rafforzato sulle tecnologie strategiche

Nuovo intervento dell’esecutivo per proteggere il know-how industriale: limiti alla rappresentanza di CNRC nel Cda e stop a incarichi apicali. Al centro la sicurezza del Cyber Tyre.

Il governo torna a esercitare la leva del Golden Power su uno dei gruppi simbolo dell’industria italiana, rafforzando il presidio pubblico su tecnologie considerate strategiche e ridefinendo gli equilibri di governance. Il nuovo decreto, adottato nel Consiglio dei Ministri di giovedì 9 aprile, interviene su Pirelli con un obiettivo preciso: contenere l’influenza del socio cinese CNRC e, al contempo, blindare gli asset tecnologici più sensibili, a partire dal sistema Cyber Tyre.

Non è la prima volta che l’esecutivo ricorre agli strumenti speciali previsti dalla normativa per tutelare interessi nazionali in ambiti ritenuti critici. Ma il provvedimento in questione segna un ulteriore passo in avanti, sia per la natura delle prescrizioni sia per il contesto internazionale in cui si inserisce, caratterizzato da crescenti tensioni sul controllo delle tecnologie avanzate e delle filiere industriali.

Il cuore del decreto riguarda la governance. Al socio cinese viene imposto un limite stringente nella presentazione delle liste per il rinnovo del consiglio di amministrazione: su un organo composto da 15 membri, CNRC potrà indicarne soltanto tre, di cui due indipendenti. Non solo. Viene esclusa in modo esplicito la possibilità per tali rappresentanti di ricoprire incarichi apicali, come la presidenza o la carica di amministratore delegato. Una scelta che, di fatto, ridimensiona il peso decisionale del partner asiatico, pur senza metterne in discussione la presenza nel capitale.

La ratio dell’intervento è chiara: evitare che il controllo o l’accesso a informazioni sensibili possano sfuggire al perimetro nazionale o europeo. In questo senso, il riferimento al Cyber Tyre non è casuale. Si tratta di una tecnologia avanzata che consente ai pneumatici di raccogliere e trasmettere dati in tempo reale, interfacciandosi con i sistemi digitali dei veicoli e con le infrastrutture. Un ambito in cui convergono sicurezza, mobilità intelligente e gestione dei dati, e che rappresenta uno dei fronti più delicati della competizione industriale globale.

Il decreto si inserisce dunque in una strategia più ampia di protezione degli asset strategici, che negli ultimi anni ha visto un uso sempre più frequente dei poteri speciali da parte dello Stato. Energia, telecomunicazioni, difesa e, sempre più spesso, tecnologie digitali e componentistica avanzata: sono questi i settori nei quali l’attenzione del governo si è fatta più incisiva.

Per Pirelli si apre ora una fase di adattamento alle nuove regole, con implicazioni che riguardano non solo la composizione del vertice societario, ma anche le dinamiche tra gli azionisti e la definizione delle strategie industriali. Resta da capire quale sarà la reazione di CNRC e come evolverà il rapporto tra i soci in un quadro normativo più vincolante.

Sul piano politico ed economico, il segnale è netto: l’Italia intende mantenere il controllo sui nodi cruciali della propria capacità tecnologica, anche a costo di intervenire direttamente nelle scelte di governance delle grandi imprese. Una linea che riflette una tendenza ormai consolidata in Europa e nelle principali economie occidentali, dove la tutela della sovranità industriale è tornata al centro dell’agenda.

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