3 Ottobre 2026, sabato
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Energia, stretta del governo sui profitti: Meloni avverte le compagnie

Calo del petrolio senza effetti alla pompa. L’esecutivo pronto a intervenire contro le speculazioni e rafforza la rete di approvvigionamenti tra Golfo, Africa e Caucaso

Il prezzo del petrolio scende bruscamente sui mercati internazionali, ma alla pompa gli automobilisti italiani non se ne accorgono. È in questo scarto tra dinamiche globali e realtà quotidiana che si inserisce il nuovo monito del governo: tolleranza zero verso eventuali speculazioni e disponibilità a intervenire ancora sui profitti delle società energetiche.

A ribadirlo è stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa alla Camera. «L’Italia rimane pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire comportamenti speculativi», ha dichiarato, lasciando aperta la porta a «ulteriori interventi sui profitti» del settore, qualora se ne ravvisasse la necessità.

Petrolio volatile, mercati cauti

Dopo il tonfo del 15% registrato nella giornata precedente, il greggio è tornato a salire, segno di una volatilità ancora marcata. A pesare sono soprattutto le incognite geopolitiche: la fragilità della tregua in Medio Oriente e la perdurante chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale.

In questo contesto incerto, anche le Borse europee si muovono con prudenza. Piazza Affari viaggia in leggero calo, confermando un clima di attesa e cautela tra gli investitori.

Benzina cara, il governo convoca le compagnie

Se i mercati oscillano, i prezzi alla pompa restano invece stabilmente elevati. Il gasolio continua a superare la soglia dei due euro al litro in gran parte del Paese, senza riflettere il recente calo del greggio.

Una dinamica che ha spinto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a convocare le principali aziende della distribuzione carburanti. L’obiettivo è chiaro: ottenere un adeguamento più rapido dei prezzi. «Ci deve essere la consapevolezza che l’allineamento debba essere immediato», ha sottolineato il ministro.

Diplomazia energetica: asse con il Golfo

Parallelamente al fronte interno, Palazzo Chigi lavora sul piano internazionale per rafforzare la sicurezza energetica. Meloni ha ricordato la recente missione nei Paesi del Golfo – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar – sottolineando il duplice obiettivo: solidarietà politica e tutela degli interessi energetici italiani.

L’area, infatti, copre circa il 15% del fabbisogno nazionale di petrolio, rendendola cruciale in una fase di tensioni internazionali.

Nuovi equilibri: Algeria e Azerbaigian

La strategia del governo non si limita al Golfo. Centrale è anche il rafforzamento dei rapporti con Algeria, partner già consolidato sul fronte del gas. Dopo l’incontro con il presidente Tebboune, l’Italia punta ad aumentare ulteriormente le forniture.

All’orizzonte c’è poi una nuova tappa diplomatica in Azerbaigian, snodo chiave per il corridoio energetico verso l’Europa. Senza dimenticare il continente africano, considerato sempre più strategico nello sviluppo di nuove risorse e partnership.

Tra mercato e politica

Il messaggio dell’esecutivo è netto: la transizione energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti passano anche da un equilibrio tra mercato e controllo pubblico. In un momento in cui le tensioni geopolitiche influenzano direttamente le tasche dei cittadini, il governo si prepara a usare tutti gli strumenti a disposizione per evitare che le turbolenze globali si traducano in rendite ingiustificate.

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