4 Ottobre 2026, domenica
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Giorgetti: “L’Italia regge l’urto delle crisi globali, finanza pubblica solida”

Dal workshop di Teha a Villa d’Este, il ministro dell’Economia rassicura: fondamentali positivi nonostante le tensioni internazionali, Roma pronta ad affrontare nuovi shock

Nel pieno di un contesto internazionale attraversato da nuove incertezze – con la crisi in Medio Oriente che torna a pesare sugli equilibri economici globali – il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti prova a rassicurare mercati e istituzioni: l’Italia, pur senza margini di euforia, dispone degli strumenti necessari per reggere l’impatto.

Intervenendo al workshop “Lo scenario dell’economia e della finanza” organizzato da The European House – Ambrosetti nella cornice di Villa d’Este, Giorgetti ha delineato una linea di prudente fiducia, fondata su una valutazione realistica dei conti pubblici e della struttura economica del Paese.

“La finanza pubblica è in grado di affrontare questo shock”, ha affermato, riferendosi alle ripercussioni della crisi iraniana e più in generale alle tensioni geopolitiche che continuano a minacciare la stabilità economica globale. Un messaggio calibrato, che evita toni trionfalistici ma respinge al contempo scenari allarmistici.

Secondo il titolare del Tesoro, l’Italia si presenta a questo appuntamento con una “posizione di relativa solidità”. I fondamentali economici – crescita moderata, sistema produttivo resiliente, tenuta dell’occupazione – non brillano per eccezionalità, ma offrono comunque una base sufficientemente robusta per assorbire eventuali contraccolpi.

Il riferimento implicito è a un equilibrio delicato: da un lato l’elevato debito pubblico, che continua a rappresentare un vincolo strutturale; dall’altro una gestione dei conti che, negli ultimi anni, ha cercato di mantenere credibilità sui mercati e nelle relazioni europee. In questo spazio ristretto si gioca la capacità dell’Italia di reagire a shock esterni senza compromettere la sostenibilità finanziaria.

Le parole di Giorgetti arrivano in un momento in cui l’economia globale è sottoposta a pressioni multiple: instabilità geopolitica, volatilità dei prezzi energetici, politiche monetarie ancora restrittive e catene di approvvigionamento che restano vulnerabili. In questo scenario, la solidità dei conti pubblici diventa un elemento chiave non solo per la stabilità interna, ma anche per la credibilità internazionale del Paese.

Il ministro non ignora le difficoltà, ma invita a leggere il quadro con equilibrio: l’Italia non è immune dalle turbolenze, ma neppure priva di difese. La sfida, semmai, sarà quella di consolidare questa “relativa solidità” trasformandola in un percorso di crescita più strutturato, capace di resistere nel tempo alle inevitabili oscillazioni dell’economia globale.

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