14 Ottobre 2026, mercoledì
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Infanzia negata nel cuore delle Madonie: due bambini sottratti a una comunità isolata

A Gibilmanna, vicino Cefalù, vivevano in un casolare fatiscente senza scuola, vaccini né documenti. Indaga la Procura: al centro una comunità itinerante guidata da un santone tedesco

Due bambini, di 7 e 11 anni, cresciuti ai margini della società, lontani da scuola, assistenza sanitaria e registri anagrafici. È la vicenda emersa nei boschi di Gibilmanna, frazione montana alle porte di Cefalù, nel cuore del Parco delle Madonie, dove la Procura per i minorenni ha disposto un intervento urgente per mettere in sicurezza i due piccoli.

A scoprirli è stata la polizia giudiziaria, che li ha trovati all’interno di un casolare isolato, in condizioni precarie: una stanza umida, arredi essenziali e un materassino gonfiabile come unico giaciglio. I bambini, secondo le prime ricostruzioni, non avrebbero mai frequentato la scuola, né sarebbero stati sottoposti a vaccinazioni. Mancano inoltre documenti ufficiali che ne attestino identità e percorso sanitario.

L’intervento, coordinato dalla procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna, ha portato al trasferimento dei due minori insieme alle rispettive madri presso l’abitazione di un familiare, in un contesto ritenuto più idoneo. Una misura temporanea, mentre si valutano le condizioni complessive e si avvia un percorso di tutela.

Intorno ai bambini ruota una comunità eterogenea, composta da circa quindici adulti di diverse nazionalità. Un gruppo che, secondo gli investigatori, si sposta abitualmente attraverso vari Paesi europei e che da alcuni mesi aveva trovato un punto di approdo proprio nelle campagne sopra Cefalù. Una parte dei membri viveva stabilmente nel casolare, mentre altri avevano preso in affitto abitazioni nella zona.

A guidare il gruppo sarebbe un uomo di origine tedesca, descritto come una figura carismatica, una sorta di santone attorno al quale si raccoglie la comunità. Il suo ruolo è ora al centro degli accertamenti: gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la rete di relazioni, gli spostamenti e l’eventuale influenza esercitata sui membri del gruppo, in particolare sulle madri dei bambini.

Sul piano giudiziario, la Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo per verificare eventuali responsabilità penali, mentre la competenza sui minori resta affidata al Tribunale per i minorenni. I due bambini sono stati presi in carico da un’équipe di assistenti sociali e psicologi, chiamati a valutare il loro stato di salute fisica e psicologica e ad avviare un percorso di integrazione.

Le indagini si estendono oltre i confini nazionali: la polizia italiana è infatti in contatto con le autorità tedesche per delineare il profilo del presunto leader e comprendere la storia della comunità, che negli ultimi tempi avrebbe trovato terreno fertile anche in Sicilia.

Una vicenda che riaccende i riflettori su realtà sommerse, dove isolamento, ideologie alternative e fragilità personali possono tradursi in condizioni di vita incompatibili con i diritti fondamentali dei minori.

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