A pochi giorni dal voto referendario sulla giustizia, il caso che coinvolge il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove accende lo scontro politico. A intervenire con toni duri è la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che chiama direttamente in causa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo una presa di posizione “immediata e non rinviata a dopo il referendum”.
Al centro della polemica, la notizia – riportata da diversi organi di stampa – della partecipazione di Delmastro alla costituzione di una società di ristorazione insieme ad altri esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui amministratori locali piemontesi. Un’iniziativa che, secondo le ricostruzioni, vedrebbe come amministratrice unica una giovane di 18 anni, figlia di un uomo in passato coinvolto e poi condannato in procedimenti legati alla criminalità organizzata, in particolare per rapporti con il clan Clan Senese, storicamente radicato nella capitale.
Schlein parla di “impressionante disinvoltura” e sottolinea la gravità politica della vicenda, soprattutto alla luce del ruolo di Delmastro come sostenitore della riforma della giustizia promossa dal ministro Carlo Nordio, oggetto del prossimo referendum. “Gli italiani – afferma – hanno diritto a sapere subito qual è la posizione della presidente del Consiglio, non dopo il voto”.
La leader dem insiste su un punto: la conoscenza dei fatti. Secondo quanto emerso, Meloni sarebbe stata informata della vicenda già da settimane. Da qui la richiesta di chiarimenti immediati, senza attendere l’esito della consultazione popolare. “Non è più rinviabile – è il senso politico dell’attacco – una presa di distanza o una spiegazione trasparente”.
Nel mirino anche il passato recente del sottosegretario, già finito al centro delle polemiche per la condanna in primo grado relativa alla diffusione di informazioni riservate poi utilizzate in Parlamento dal collega Giovanni Donzelli contro le opposizioni. Un precedente che, secondo Schlein, rende ancora più delicata la vicenda attuale.
Altro nodo sollevato riguarda gli obblighi di trasparenza: la società, sempre secondo le ricostruzioni giornalistiche, non sarebbe stata dichiarata nei termini previsti. Un elemento che rafforza, per il Partito Democratico, la necessità di chiarire ogni aspetto.
La conclusione dell’intervento della segretaria dem è un affondo diretto alla premier: “Meloni smetta di difendere i suoi a prescindere e torni a difendere la credibilità delle istituzioni”. Una linea che segna l’ennesimo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione, con il referendum alle porte e un clima politico sempre più teso.
