3 Ottobre 2026, sabato
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Pasqua più cara: uova, colombe e viaggi al rialzo

Dalla tavola ai trasporti, le festività primaverili si annunciano all’insegna dei rincari. Le associazioni dei consumatori denunciano aumenti a due cifre per le uova di cioccolato e tariffe elevate per voli e treni. Sullo sfondo anche le tensioni geopolitiche che potrebbero spingere ulteriormente i prezzi.

La Pasqua degli italiani si avvicina con un conto sempre più salato. Dai prodotti simbolo della tradizione – uova di cioccolato e colombe – fino ai biglietti per raggiungere parenti e località turistiche, le festività primaverili del 2026 si preannunciano segnate da nuovi rincari. Un trend che le associazioni dei consumatori monitorano con crescente preoccupazione e che potrebbe essere ulteriormente aggravato dalle tensioni internazionali, con possibili ripercussioni sui mercati delle materie prime e dell’energia.

Uova di Pasqua: rincari fino al 10%

A registrare gli aumenti più consistenti sono proprio le uova di cioccolato, protagoniste indiscusse della ricorrenza. Secondo le rilevazioni del Codacons, sugli scaffali di supermercati e negozi alimentari i prezzi risultano più alti rispetto allo scorso anno con incrementi che, al netto di offerte e promozioni, oscillano tra il +6% e il +10% per alcuni marchi.

L’effetto si traduce in prezzi che continuano a salire: nel 2026 il costo al chilo di un uovo di marca industriale può superare i 77 euro, mentre un anno fa si fermava intorno ai 70 euro. La forbice dei prezzi resta molto ampia. Nella grande distribuzione organizzata un uovo può costare dai 7 ai 22 euro, a seconda delle dimensioni, della marca e della linea – spesso differenziata tra prodotti destinati ai bambini e versioni pensate per un pubblico adulto.

Il discorso cambia quando si entra nel segmento artigianale o gourmet. Qui il prezzo medio si colloca tra i 30 e i 40 euro, ma non è raro trovare creazioni di alta pasticceria che superano i 100 euro a pezzo, trasformando il dolce pasquale in un vero e proprio oggetto di lusso gastronomico.

Colombe: aumenti più contenuti

Più moderata, invece, la crescita dei prezzi delle colombe pasquali. Per il dolce simbolo della tradizione lombarda – ormai diffuso in tutta Italia – i rincari si attestano mediamente intorno al +3% rispetto al 2025.

Le versioni classiche industriali oscillano tra 5,40 e 15,90 euro, mentre le varianti farcite o arricchite con creme e glasse speciali salgono tra 8,50 e 19,90 euro. Nonostante gli aumenti, il settore continua a generare un giro d’affari considerevole: tra uova e colombe, il mercato pasquale in Italia supera i 600 milioni di euro l’anno.

Il paradosso del cacao

A sorprendere è soprattutto il caso delle uova di cioccolato. I rincari, infatti, arrivano nonostante il prezzo internazionale del cacao sia sceso sensibilmente rispetto ai picchi raggiunti alla fine del 2024.

Le quotazioni della materia prima si aggirano oggi attorno ai 3.300 dollari a tonnellata, lontane dal record di 12 mila dollari toccato poco più di un anno fa. Il motivo della mancata riduzione dei prezzi al dettaglio, spiegano gli esperti, risiede nella struttura delle filiere produttive.

Le industrie dolciarie hanno acquistato grandi quantitativi di cacao proprio nel periodo in cui le quotazioni erano ai massimi storici. Le uova e i prodotti al cioccolato oggi in vendita sono quindi realizzati con materie prime comprate a prezzi molto più elevati. Prima che gli effetti del calo del cacao arrivino sugli scaffali, sarà necessario smaltire le scorte acquistate durante la fase di rincari.

Viaggiare costa sempre di più

Se la tavola pesa sul portafoglio, spostarsi per le festività non è da meno. Secondo le rilevazioni di Assoutenti, i prezzi dei voli domestici sono già molto elevati nonostante manchino settimane alla Pasqua.

Simulando una partenza venerdì 3 aprile e un ritorno martedì 7 aprile, le tariffe minime risultano particolarmente alte su diverse tratte interne. Per esempio:

  • 418 euro per un volo Genova–Catania
  • 343 euro da Milano a Crotone
  • 324 euro da Roma a Reggio Calabria (circa 308 euro partendo da Milano)

Oltre i 320 euro servono anche per raggiungere Catania partendo da Torino, Firenze o Ancona. Tra le rotte più costose figurano inoltre Napoli–Olbia (310 euro), Verona–Catania (297 euro), Milano–Brindisi (296 euro), Milano–Catania (290 euro), Verona–Palermo (282 euro) e Bologna–Reggio Calabria (281 euro).

Cifre che, sottolineano le associazioni dei consumatori, non includono servizi aggiuntivi ormai quasi indispensabili, come il bagaglio a mano più grande o la scelta del posto a sedere.

L’incognita geopolitica

A rendere ancora più incerto lo scenario dei prezzi si aggiungono le tensioni internazionali. Gli analisti segnalano che eventuali escalation nei conflitti in Medio Oriente potrebbero innescare nuove fiammate nei costi dell’energia e dei trasporti, con effetti a cascata su tutta la filiera dei beni di consumo.

Per le famiglie italiane, già alle prese con un’inflazione che negli ultimi anni ha eroso il potere d’acquisto, la Pasqua rischia dunque di trasformarsi nell’ennesima prova di resistenza del bilancio domestico. Tra dolci tradizionali e viaggi per ritrovarsi in famiglia, il conto finale potrebbe essere – ancora una volta – più alto del previsto.

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