All’alba il mare ha scavalcato la difesa di pietra e cemento e si è preso le case. A Fiumicino, nel comprensorio di Passo della Sentinella, l’acqua ha oltrepassato la barriera frangiflutti riversandosi nelle abitazioni a ridosso della foce del Tevere. In poche decine di minuti strade e pianterreni si sono trasformati in canali, costringendo cinquanta famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni.
L’emergenza è scattata alle 7.35. In via Passo della Sentinella sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco di Roma con il distaccamento di Ostia, i sommozzatori, i nuclei Saf (Speleo alpino fluviali) e il funzionario di guardia. Un dispositivo imponente, necessario per fronteggiare una situazione che si è aggravata rapidamente: la spinta della mareggiata ha contrastato il deflusso del fiume verso il mare, generando un effetto di rigurgito che ha fatto salire il livello dell’acqua oltre le difese costiere.
Il salvataggio dell’anziana
Tra gli interventi più delicati, il soccorso a una donna di 82 anni, diversamente abile, rimasta intrappolata nella propria abitazione con l’acqua che avanzava stanza dopo stanza. I vigili del fuoco l’hanno raggiunta e tratta in salvo, affidandola poi al personale sanitario della Asl e alla polizia locale. Un’operazione complessa, condotta in condizioni rese difficili dalla corrente e dall’instabilità degli arredi sommersi.
Sul posto hanno operato anche la Polizia di Stato, il 118 e la polizia locale di Fiumicino, impegnati nella gestione dell’evacuazione e nella messa in sicurezza dell’area.
Un’area fragile
Il comprensorio di Passo della Sentinella, non lontano dal vecchio faro e abitato da alcune centinaia di persone, è da anni classificato come zona ad alto rischio idraulico. Qui il confine tra fiume e mare è sottile e mutevole: quando le condizioni meteo-marine si combinano con l’ingrossamento del corso d’acqua, l’equilibrio si spezza. È accaduto ancora una volta, con un copione già visto ma ogni volta più allarmante.
La mareggiata ha agito come un tappo, impedendo al Tevere di scaricare a mare. L’acqua, priva di sfogo, ha trovato la via più facile: le strade e le abitazioni costruite a ridosso degli scogli. Un fenomeno che gli esperti collegano alla crescente frequenza di eventi meteo estremi e alla vulnerabilità strutturale delle aree costiere basse.
L’allerta e l’ordinanza
Già nella giornata di ieri il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, aveva firmato un’ordinanza in relazione all’allerta arancione diramata per il maltempo, disponendo limitazioni delle attività nelle aree pubbliche e aperte al pubblico. Un provvedimento precauzionale che, alla luce di quanto accaduto, si è rivelato necessario.
Le operazioni di svuotamento e messa in sicurezza sono proseguite per tutta la mattinata. Resta ora da quantificare l’entità dei danni: arredi distrutti, impianti elettrici compromessi, muri impregnati d’acqua salmastra. Per molte famiglie si prospettano giorni difficili, tra verifiche strutturali e richieste di risarcimento.
Intanto, mentre il livello dell’acqua lentamente si ritira, resta l’interrogativo di fondo: quanto ancora potrà reggere un territorio fragile, stretto tra il fiume e il mare, davanti a fenomeni sempre più intensi e imprevedibili?
