10 Febbraio 2026, martedì
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Santanchè, le ombre si allungano. La minoranza accusa, Meloni sotto pressione

Nuove accuse e indagini: la ministra del Turismo rischia di vedere compromessa la propria permanenza nel governo. La minoranza chiede le dimissioni, la premier resta in silenzio.

L’indagine su Daniela Santanchè, ministra del Turismo, non fa che alimentare l’indignazione di una crescente fetta di opinione pubblica e dei partiti di opposizione. Ogni nuovo capitolo giudiziario, infatti, non solo solleva interrogativi sulla sua figura, ma amplifica anche il malcontento verso un esecutivo che non sembra avere intenzione di fare chiarezza. Dopo il clamoroso crac di KGroup, che aveva già scosso i fondamenti della sua carriera politica, ora emergono nuove accuse a suo carico, questa volta legate al fallimento di Bioera, un’azienda operante nel settore delle energie rinnovabili.

“#Santanchè indagata a Milano per un’altra ipotesi di bancarotta. Dopo il crack di KGroup, ora le accuse riguardano anche il fallimento di #Bioera. Un quadro giudiziario sempre più pesante. Ma esattamente cos’altro dobbiamo aspettare per vedere un Ministro rassegnare le dimissioni?” ha scritto Agostino Santillo, esponente del Movimento 5 Stelle, commentando le recenti vicende attraverso i social. La domanda non è senza fondamento. Le accuse di bancarotta continuano a macchiare il percorso di Santanchè, e la politica sembra non sapere più come giustificarle.

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, non ha esitato a lanciare un ultimatum. In un durissimo intervento, ha dichiarato: “Giorgia Meloni con la ministra Santanchè non può più continuare con la tecnica dello struzzo: la sua testa sotto la sabbia non è quella degli italiani, che invece vedono tutta l’inopportunità politica e istituzionale di una ministra plurindagata e rinviata a giudizio. Dopo la notizia di oggi dell’ennesima indagine a suo carico, è chiaro che la sua permanenza al ministero del Turismo è del tutto insostenibile, in primis per tutelare le stesse istituzioni. La domanda è: Giorgia Meloni intende continuare a difendere i propri amici o la credibilità delle istituzioni?”.

La leader del PD non ha usato mezzi termini nel delineare l’imbarazzante situazione in cui si trova la premier Meloni. L’accusa di non voler prendere provvedimenti adeguati, nonostante il susseguirsi delle indagini, non è un tema secondario. A poche settimane dalla formazione del governo, l’immagine del ministro Santanchè rischia di compromettere quella dell’intero esecutivo, soprattutto per il suo ruolo all’interno di un Ministero strategico come quello del Turismo.

Gli italiani, così come l’opposizione, sembrano non volere accettare l’ennesimo “silenzio di facciata” da parte della Meloni, accusata di rimanere immobile di fronte a una situazione che rischia di diventare intollerabile. La domanda che aleggia è ormai sempre più insistente: fino a che punto la Premier sarà disposta a difendere la propria ministra, mettendo a rischio la credibilità del suo stesso governo? La pressione, a meno di sorprese, è destinata a crescere. E, con essa, le richieste di dimissioni che continuano a riecheggiare tra le opposizioni.

La politica italiana, sempre più polarizzata, non offre spazio per mezze misure. La ministra Santanchè è ormai un simbolo di quella “impunità” che alcuni accusano di esser diventata la regola per i potenti. Nel frattempo, la Meloni si trova di fronte a un bivio: proteggere la propria compagine di governo o difendere le istituzioni e la loro credibilità agli occhi degli italiani. La scelta, per quanto difficile, sembra ormai inevitabile.

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