I corridoi della sede centrale di Europol all’Aja, nei Paesi Bassi, sono diventati ieri il fulcro del coordinamento europeo contro la criminalità internazionale. Ventisette Paesi dell’Unione Europea e oltre trenta Stati terzi e agenzie partner hanno dato il via al kick-off meeting delle operazioni EMPACT, il ciclo operativo biennale ideato dalla Commissione europea per contrastare le principali minacce criminali che colpiscono il continente.
I lavori proseguiranno per tutto il mese di febbraio e rappresentano il momento strategico in cui polizie, autorità giudiziarie e stakeholder internazionali pianificano azioni concrete e mirate. Tra i temi al centro del dibattito: traffico di stupefacenti e di armi, immigrazione clandestina e tratta di esseri umani, crimini ambientali, tutela della proprietà intellettuale, caccia ai latitanti e gestione della minaccia ibrida, sempre più sofisticata e trasversale.
Per il biennio 2026-2027, il ciclo EMPACT prevede 285 azioni operative, con il coinvolgimento di circa 60 Paesi tra Stati membri, terze parti e agenzie partner. Il progetto, attivo dal 2012, è stato finanziato con 14 milioni di euro, risorse destinate alla pianificazione di action days dedicati a ciascuna delle aree criminali prioritarie.
L’Italia gioca un ruolo centrale: è coinvolta in 152 delle 285 azioni operative, coordinate dallo SCIP – Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno. Al fianco del coordinamento centrale, operano reparti e specialità della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto, con il supporto della Direzione Nazionale Antimafia.
Il progetto EMPACT, con la sua capacità di aggregare intelligence, risorse operative e know-how internazionale, rappresenta un modello avanzato di collaborazione tra istituzioni europee e nazionali, capace di fronteggiare sfide complesse e mutevoli. Dalla lotta ai traffici illeciti alla sicurezza dei cittadini, l’Europa si muove in maniera integrata, dimostrando che il contrasto alle grandi minacce criminali richiede più della sola azione locale: serve una strategia condivisa, coordinata e multidisciplinare.
