27 Gennaio 2026, martedì
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Milano-Cortina 2026, sicurezza sotto la lente: il ruolo Usa e la diatriba politica sull’Ice

L’ambasciata americana chiarisce: supporto investigativo contro i rischi transnazionali, nessuna competenza sull’immigrazione e piena sovranità italiana. Ma dal Pd arriva un duro attacco: “No a forze straniere fuori controllo alle Olimpiadi”. La gran parte delle opposizioni, insorgono contro la presenza della polizia ICE, definita e di fatto mercenari.

La sicurezza dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 si conferma terreno sensibile, non solo sul piano operativo ma anche politico. A chiarire il perimetro dell’impegno statunitense arrivano fonti ufficiali dell’ambasciata Usa a Roma, che precisano natura e limiti della presenza americana in vista dell’evento.

A svolgere un ruolo guida per la protezione degli interessi statunitensi durante le Olimpiadi sarà, come avvenuto in precedenti edizioni dei Giochi, il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato. Al suo fianco opereranno diverse agenzie federali di supporto, tra cui Homeland Security Investigations (HSI), la componente investigativa dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice).

Un punto, sottolineano con forza le fonti diplomatiche, va però chiarito senza ambiguità: l’Ice non svolge e non può svolgere attività di controllo dell’immigrazione al di fuori del territorio statunitense. Il contributo di HSI si limita al supporto investigativo e di intelligence, finalizzato alla verifica e mitigazione dei rischi legati a organizzazioni criminali transnazionali, in stretto coordinamento con il Paese ospitante. “Tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l’autorità italiana”, ribadiscono dall’ambasciata, richiamando il principio della piena sovranità nazionale.

Una precisazione che non basta però a spegnere le polemiche politiche. A intervenire con toni durissimi è Sandro Ruotolo, europarlamentare e componente della segreteria nazionale del Partito democratico, che contesta apertamente qualsiasi ipotesi di presenza operativa dell’Ice sul territorio italiano.

Nel mirino di Ruotolo finiscono anche le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, secondo cui eventuali agenti Ice sarebbero presenti “solo per controllare” alcune alte personalità statunitensi, come il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, e “in misura difensiva”. Una versione giudicata dall’esponente dem “inaccettabile”.

“L’Ice non è una scorta né una forza diplomatica – attacca Ruotolo – ma un corpo federale antimmigrazione che negli Stati Uniti si è reso responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti, con operazioni aggressive e uccisioni di cittadini inermi”. Un apparato che, secondo l’eurodeputato, agirebbe “sempre più come uno squadrone della morte, fuori da ogni controllo democratico”.

Da qui l’affondo politico: “L’Italia non può e non deve trasformarsi nel tappetino degli Stati Uniti. La sicurezza delle delegazioni straniere spetta esclusivamente allo Stato italiano, alle sue forze di polizia e ai suoi servizi di sicurezza”. Le Olimpiadi, conclude Ruotolo, “non sono una zona franca: l’Italia ha delle regole, e vanno rispettate”.

Tra chiarimenti diplomatici e scontri politici, Milano-Cortina 2026 si avvicina così non solo come grande evento sportivo globale, ma anche come banco di prova delicato sul terreno della cooperazione internazionale e della tutela della sovranità nazionale.

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