11 Febbraio 2026, mercoledì
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Venezuela, Tajani annuncia la liberazione di Luigi Gasperin: l’imprenditore è all’ambasciata italiana

Svolta diplomatica dopo mesi di tensione e trattative riservate

Dopo oltre cinque mesi di detenzione in Venezuela, arriva la svolta per Luigi Gasperin. Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha confermato la definitiva liberazione dell’imprenditore italiano di 77 anni, arrestato lo scorso agosto, annunciando che si trova ora al sicuro presso l’ambasciata italiana a Caracas.

La notizia segna un passaggio decisivo in una vicenda seguita con grande apprensione sia dalla famiglia di Gasperin sia dalle istituzioni italiane, impegnate in un lungo e complesso lavoro diplomatico. Nei giorni scorsi era già stata anticipata la possibilità di un rilascio, ma solo ora la liberazione è stata effettivamente portata a termine, consentendo all’imprenditore di lasciare il carcere e di essere affidato alle autorità diplomatiche italiane.

Originario del Basso Piemonte, Gasperin ha costruito in Venezuela una carriera imprenditoriale di primo piano nel settore petrolifero. Dopo aver lasciato l’Italia, era riuscito a imporsi come figura di riferimento nell’industria dell’oilfield, diventando proprietario della Tecnica Petrolera Wlp, un’azienda specializzata in perforazioni di pozzi petroliferi. Tra il 2000 e il 2024 la società aveva ottenuto oltre sessanta contratti con la Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana, e con le sue controllate, operando in un ambito altamente tecnico che prevede anche l’utilizzo di esplosivi per le attività estrattive.

Il 9 agosto scorso, però, la sua parabola professionale si era bruscamente interrotta con l’arresto da parte delle autorità venezuelane, avvenuto dopo una perquisizione nella sede aziendale di Maturín, capitale dello Stato di Monagas. Secondo le accuse, il materiale esplosivo rinvenuto non sarebbe stato destinato alle attività petrolifere. Una versione che si inseriva in una più ampia campagna di operazioni condotte dal governo venezuelano, che aveva parlato di un presunto complotto dell’opposizione.

Una tesi sempre respinta con forza dalla famiglia e dalle autorità italiane. La figlia Claudia, in particolare, aveva più volte difeso pubblicamente il padre, definendolo un imprenditore onesto e completamente estraneo a qualsiasi attività sovversiva. Anche dal territorio piemontese erano arrivati appelli e attestazioni di vicinanza, a partire dalle istituzioni locali, che avevano seguito con attenzione l’evolversi del caso.

La liberazione annunciata da Tajani rappresenta ora un primo, fondamentale passo verso la completa risoluzione della vicenda. Restano da definire i prossimi sviluppi, compresi i tempi e le modalità di un eventuale rientro in Italia, ma l’uscita dal carcere e il trasferimento all’ambasciata segnano un momento di sollievo dopo mesi di incertezza e preoccupazione.

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