17 Febbraio 2026, martedì
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Non fu suicidio: il detenuto accusato di aver ucciso la moglie venne assassinato in cella. Un arresto per omicidio

Svolta nell’inchiesta sulla morte avvenuta nel carcere di Bari nell’ottobre 2024: crolla l’ipotesi del gesto volontario

Non si tolse la vita: Giuseppe Lacarpia fu ucciso. A distanza di mesi dalla sua morte, avvenuta nel carcere di Bari nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2024, l’inchiesta della Procura ribalta completamente la prima ricostruzione dei fatti e porta a nuovi arresti all’interno dell’istituto penitenziario.

Su richiesta dei magistrati, la polizia di Bari ha eseguito provvedimenti cautelari nei confronti di due uomini ritenuti responsabili di violenze avvenute in carcere. Entrambi sono accusati di tentato omicidio; uno di loro deve rispondere anche del reato di omicidio per la morte del 65enne di Gravina di Puglia.

Lacarpia era stato arrestato il 6 ottobre 2024 con l’accusa di omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà, nei confronti della moglie Maria Arcangela Turturo. Secondo l’impianto accusatorio, avrebbe prima tentato di darle fuoco mentre la donna si trovava in auto, per poi ucciderla a mani nude. Un delitto che aveva profondamente scosso la comunità locale e che lo aveva condotto in carcere pochi giorni prima della sua morte.

Quando il corpo dell’uomo venne trovato senza vita nella sua cella, l’ipotesi iniziale fu quella del suicidio. Una versione che oggi, alla luce delle indagini, viene definitivamente smentita: Lacarpia sarebbe stato vittima di un’aggressione mortale consumata all’interno della struttura detentiva.

La notizia della sua morte aveva già suscitato clamore e polemiche anche per la reazione della figlia, che sui social aveva commentato l’accaduto con emoticon festanti. Ora, però, l’attenzione si sposta sulle responsabilità penali di chi, secondo gli inquirenti, avrebbe trasformato una cella in un luogo di regolamento di conti.

L’inchiesta apre nuovi interrogativi sulla sicurezza all’interno del carcere di Bari e sulle dinamiche che portarono alla morte di un detenuto inizialmente archiviata come un gesto estremo, ma che si è rivelata invece un omicidio.

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