Capotreno ucciso a Bologna, il sospetto fermato e lasciato andare: identificato prima che scattasse la caccia all’uomo
Il presunto assassino del capotreno Alessandro Ambrosio sarebbe stato identificato e poi rilasciato poche ore dopo il delitto, in una fase in cui il suo nome non figurava ancora tra quelli ufficialmente ricercati. È uno degli elementi più delicati emersi nelle ultime ore sull’omicidio del dipendente Trenitalia di 34 anni, trovato morto nel tardo pomeriggio di ieri nei pressi della stazione di Bologna.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dopo l’aggressione mortale il sospettato, il croato Marin Jelenik, 36 anni, avrebbe lasciato Bologna salendo su un treno regionale diretto a Milano. Durante il viaggio l’uomo si sarebbe reso molesto e aggressivo nei confronti del personale di bordo, tanto da costringere il capotreno a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Il convoglio è stato fermato a Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino, poco prima delle 20. Qui Jelenik è stato preso in consegna dai carabinieri, identificato in relazione al comportamento tenuto sul treno e successivamente rilasciato. In quel momento, spiegano fonti investigative, non erano ancora state diramate le note di ricerca legate all’omicidio avvenuto a Bologna.
Il corpo di Alessandro Ambrosio era stato rinvenuto poco prima delle 19 nei pressi del parcheggio del piazzale Ovest della stazione centrale, un’area di servizio riservata ai dipendenti ferroviari e non accessibile ai viaggiatori. A dare l’allarme è stato un dipendente di Italo, che ha immediatamente avvisato la Polfer. Le prime evidenze fanno pensare a un’aggressione con arma da taglio.
Fin dalle prime ore successive al ritrovamento, la Squadra Mobile ha avviato le indagini, supportata dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza della stazione e delle zone limitrofe. Proprio i filmati avrebbero consentito di individuare rapidamente il presunto autore dell’omicidio, ripreso mentre si allontanava dall’area del delitto.
Jelenik, già noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi di violenza e aggressioni nelle stazioni di altre città, sarebbe stato successivamente avvistato a Milano, nei pressi della stazione Centrale. La sua fotografia è stata diffusa a tutte le pattuglie e agli agenti della Polfer operanti negli scali ferroviari, insieme ad alcuni estratti video delle telecamere interne della stazione di Bologna.
Resta ora da chiarire la sequenza degli eventi che ha portato all’identificazione e al rilascio del sospettato nelle ore immediatamente successive al delitto, un passaggio che potrebbe rivelarsi cruciale nell’inchiesta su un omicidio che ha scosso il mondo ferroviario e l’intera città.
