Un tribunale di Parigi ha messo un punto fermo su una vicenda che da anni avvelenava il dibattito pubblico e la vita privata della first lady francese. Dieci persone — otto uomini e due donne, di età compresa tra i 41 e i 65 anni — sono state condannate per cyberbullismo ai danni di Brigitte Macron, ritenute responsabili di una raffica di commenti definiti dai giudici “particolarmente degradanti, offensivi e maliziosi”.
Le pene inflitte variano da un corso obbligatorio di sensibilizzazione contro il cyberbullismo fino a otto mesi di reclusione con sospensione della pena. Al centro del procedimento, una serie di affermazioni false e diffamatorie circolate sui social network: dall’insinuazione che la moglie del presidente Emmanuel Macron fosse nata uomo, fino a collegamenti infondati tra la differenza d’età con il marito — 24 anni — e presunti reati di pedofilia. Contenuti che, in alcuni casi, hanno raggiunto decine di migliaia di visualizzazioni, amplificando l’impatto delle molestie.
Il processo e la scelta di “dare l’esempio”
Brigitte Macron non ha presenziato al processo, durato due giorni e svoltosi lo scorso ottobre. Tuttavia, intervenendo domenica alla televisione nazionale TF1, ha spiegato le ragioni della sua azione legale: “Dare l’esempio” nella lotta contro le molestie online, un fenomeno che colpisce ben oltre i personaggi pubblici.
A raccontare in aula le conseguenze più intime di questa campagna d’odio è stata la figlia della first lady, Tiphaine Auzière. La donna ha parlato di un vero e proprio “deterioramento” della vita della madre con l’intensificarsi degli attacchi, sottolineando come Brigitte Macron non possa “ignorare le cose orribili che vengono dette su di lei”. Un peso che, ha aggiunto, si è riversato sull’intera famiglia, coinvolgendo anche i nipoti della coppia presidenziale.
Le origini della campagna diffamatoria
Il caso affonda le radici in anni di teorie complottistiche prive di fondamento, secondo cui Brigitte Macron sarebbe nata con il nome di Jean-Michel Trogneux — in realtà quello del fratello. Un filone di disinformazione che ha trovato terreno fertile sui social e che ha spinto la coppia presidenziale ad agire anche oltre confine: i Macron hanno infatti avviato una causa per diffamazione negli Stati Uniti contro l’influencer conservatrice Candace Owens.
Sposati dal 2007, Emmanuel e Brigitte Macron si sono conosciuti al liceo, quando lui era studente e lei insegnante. All’epoca Brigitte Auzière era sposata e madre di tre figli. Emmanuel Macron, oggi 48enne, è presidente della Francia dal 2017.
La sentenza parigina non cancella anni di attacchi, ma segna un precedente chiaro: anche nel mondo digitale, la libertà di espressione non può trasformarsi in licenza di insultare, diffamare e perseguitare.
