La maxi inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas continua a produrre effetti anche sul piano della sicurezza. La giudice per le indagini preliminari Silvia Carpanini e il pubblico ministero Marco Zocco, titolari del procedimento che ha portato all’arresto di Mohammed Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, e di altre sei persone, sono stati posti sotto tutela.
La decisione ha carattere preventivo ed è stata adottata in via d’urgenza dal Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, alla luce della delicatezza dell’indagine e del contesto internazionale in cui si inserisce. Ai due magistrati è stata assegnata una scorta composta da un agente della Polizia di Stato e da un militare della Guardia di Finanza, che li accompagneranno negli spostamenti quotidiani.
Parallelamente, nei giorni scorsi è stato disposto un rafforzamento delle misure di vigilanza attorno al palazzo di giustizia. Davanti al tribunale è attiva una sorveglianza fissa, garantita a rotazione da pattuglie di carabinieri, polizia e guardia di finanza, con il compito di presidiare l’ingresso e assicurare un controllo costante dell’area.
L’inchiesta, che ipotizza un sistema di sostegno economico a favore di Hamas, organizzazione considerata terroristica dall’Unione europea, ha acceso i riflettori su una rete di presunti finanziatori operanti sul territorio italiano. Un’indagine complessa e ad alto impatto, che ha reso necessario innalzare il livello di protezione per chi è chiamato a condurla e a valutarne gli sviluppi giudiziari.
