3 Ottobre 2026, sabato
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Mattarella scuote il Paese: «Ripugnante negare la pace a chi si crede più forte». Coro trasversale della politica

Messaggio di fine anno del Capo dello Stato e reazioni bipartisan: la politica si riconosce nel richiamo a pace, diritti e giovani alla vigilia degli 80 anni della Repubblica

Nel suo messaggio di fine anno agli italiani, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato parole di straordinaria forza morale e civile, affidando alla coscienza del Paese un monito netto contro la guerra e l’arroganza della violenza. Davanti alle immagini delle città ucraine devastate dai bombardamenti, alle infrastrutture energetiche distrutte per piegare la popolazione al gelo, e alla tragedia di Gaza, dove – ha ricordato – «neonati al freddo muoiono assiderati», il Capo dello Stato ha denunciato come «sempre più incomprensibile e ripugnante» il rifiuto della pace da parte di chi «la nega perché si sente più forte».

Un passaggio che ha dato il tono a un discorso denso, nel quale Mattarella ha intrecciato l’attualità internazionale con i valori fondanti della Repubblica, che si appresta a celebrare nel 2026 l’ottantesimo anniversario. Pace, giustizia sociale, lavoro dignitoso, sanità pubblica, legalità e ruolo delle giovani generazioni sono stati i pilastri di un messaggio che ha suscitato un consenso ampio e trasversale nel panorama politico.

A partire dal Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte ha accolto con convinzione l’appello del Quirinale, ribadendo l’impegno del M5S a difendere i valori costituzionali: dalla pace a un lavoro giustamente retribuito, dalla giustizia sociale alla tutela della sanità pubblica, del welfare e dell’ambiente. Conte ha sottolineato il richiamo di Mattarella alla lotta contro illegalità e corruzione e all’esigenza di un protagonismo coraggioso dei giovani, assicurando che anche nel 2026 il Movimento sarà al loro fianco, contro ogni deriva politica che li «giudica, insulta o criminalizza».

Sulla stessa linea Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra), che ha definito il discorso del Presidente «un punto di riferimento». Pace, contrasto alle nuove povertà, pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e un appello non retorico alle nuove generazioni: per Fratoianni, Mattarella ha richiamato l’essenza stessa della Repubblica come fondamento della convivenza civile e delle grandi riforme che hanno migliorato la vita di milioni di cittadini.

Parole di apprezzamento sono arrivate anche dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha ringraziato il Capo dello Stato per un discorso capace di tenere insieme passato, presente e futuro. Dalla memoria degli anni del terrorismo, sconfitti dall’unità nazionale, alla difesa delle conquiste sociali – sanità universalistica, previdenza, diritto alla casa e salari equi – fino all’impegno per la pace e alla vicinanza ai popoli ucraino e palestinese. «Aver cura della Repubblica – ha concluso – è responsabilità di tutte e tutti».

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso personalmente a Mattarella l’apprezzamento del Governo, ringraziandolo per aver posto l’accento sul significato profondo dell’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica. Nel colloquio, Meloni ha ribadito l’impegno dell’Italia a fare tutto il possibile, a ogni livello, per favorire il ritorno della pace in Ucraina, in Medio Oriente e in tutte le aree del mondo segnate dalla guerra.

Dal presidente del Senato Ignazio La Russa è arrivato un richiamo alle «efficaci immagini di storia patria» evocate da Mattarella: un’Italia che si riconosce nella Costituzione, nella democrazia e nei valori della pace. La Russa ha sottolineato il passaggio sulla necessità di «disarmare le parole» e sul ruolo dei giovani come depositari del futuro e delle speranze della Repubblica.

Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha parlato di un impegno che chiama tutti all’azione: lavorare per la pace in Ucraina, in Medio Oriente, in Sudan e in ogni teatro di guerra. Un obiettivo che, ha detto, rappresenta il modo migliore per celebrare gli 80 anni della Repubblica e restituire speranza ai giovani, rilanciando la partecipazione politica e il ruolo dell’Italia come protagonista in Europa e nel mondo.

Matteo Salvini ha definito quello del Capo dello Stato «un saggio richiamo alla pace e al dialogo», in sintonia con gli appelli di Papa Francesco. Il vicepremier ha richiamato anche i riferimenti di Mattarella alle Olimpiadi Milano-Cortina e al Piano Casa, ribadendo l’impegno del governo per il successo dei Giochi e per risposte concrete a favore di giovani coppie e famiglie.

Un apprezzamento particolare è arrivato da Matteo Renzi, che ha evidenziato il passaggio in cui il Presidente ricorda che «l’Italia prevale», definendolo un richiamo forte e simbolico nell’anno che precede l’ottantesimo anniversario repubblicano. Carlo Calenda, leader di Azione, ha sottolineato la «nettezza e chiarezza» con cui Mattarella ha posizionato l’Italia nello scenario internazionale, giudicandole più efficaci di mesi di polemiche tra maggioranza e opposizione.

Infine Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, ha letto nel discorso del Quirinale un invito alla responsabilità personale e collettiva: costruire il futuro ancorandosi ai valori della storia repubblicana, disarmare le parole, rispettare le differenze e rafforzare la coesione sociale, seguendo l’esempio dei Costituenti. Con un’attenzione particolare ai giovani, chiamati a essere protagonisti di un futuro complesso ma ricco di possibilità.

Nel segno della pace e della Repubblica, il messaggio di Sergio Mattarella ha così trovato una rara unità di intenti, ricordando alla politica e al Paese che i valori costituzionali non sono retorica, ma responsabilità quotidiana.

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