Il governo imprime un’accelerazione decisiva alla legge di bilancio e sceglie la strada della fiducia alla Camera dei deputati. A formalizzare la decisione in Aula è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, sancendo di fatto la chiusura del dibattito parlamentare sul provvedimento più delicato dell’anno.
La votazione sulla fiducia, con appello nominale, è fissata per lunedì sera; il via libera definitivo alla manovra è invece atteso per martedì in tarda mattinata. Un calendario serrato che segna il rush conclusivo di un iter complesso e politicamente carico di tensioni.
Il testo arriva a Montecitorio dopo l’approvazione del Senato e affronta la terza lettura senza margini di intervento: nessun emendamento, nessuna modifica possibile. Una scelta obbligata per evitare il rischio dell’esercizio provvisorio e rispettare le scadenze di fine anno. Proprio per questo, dopo un passaggio rapido in commissione, l’esecutivo ha deciso di “blindare” l’esame parlamentare, ricorrendo alla fiducia come strumento di garanzia sui tempi e sull’esito del voto.
La decisione conferma la linea della maggioranza, determinata a chiudere rapidamente la partita della manovra, ma alimenta al tempo stesso le critiche delle opposizioni, che denunciano una compressione del confronto parlamentare. In Aula, intanto, si consuma l’ultimo atto di una legge di bilancio che, fin dalla sua gestazione, ha attraversato un clima politico acceso e un negoziato serrato, dentro e fuori il Parlamento.
