Un giorno di festa, ma anche di grande significato spirituale, quello del 25 dicembre 2025, quando la Porta Santa della Basilica di Santa Maria Maggiore è stata ufficialmente chiusa, segnando la fine di una fase importante del Giubileo. Il rito, celebrato dal cardinale arciprete Rolandas Makrickas, ha avuto luogo esattamente alle 18.09, con una cerimonia solenne che ha visto la chiusura simbolica di una delle porte più significative per i pellegrini giunti a Roma.
La Porta Santa, che per i fedeli rappresenta un segno di accoglienza e di grazia, è stata aperta all’inizio dell’Anno Santo, consentendo ai pellegrini di attraversarla come segno di purificazione e rinnovamento spirituale. Ora, con la sua chiusura, si chiude un capitolo di intensi momenti di preghiera, riflessione e incontro per migliaia di persone provenienti da ogni angolo del mondo.
Il percorso del Giubileo, però, non si ferma qui. La chiusura della Porta Santa di Santa Maria Maggiore è solo un passaggio intermedio. Il 27 dicembre, sarà il turno della Basilica di San Giovanni in Laterano, un altro dei luoghi sacri più importanti di Roma. Il 28 dicembre, a seguire, toccherà alla Porta Santa di San Paolo Fuori le Mura, mentre l’ultimo atto di questo pellegrinaggio giubilare avrà luogo il 6 gennaio, con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano. Questo segnerà la conclusione ufficiale del Giubileo, un cammino di fede che ha attraversato l’intero anno, coinvolgendo milioni di pellegrini e fedeli.
Ogni chiusura di Porta Santa rappresenta un segno di riflessione e di gratitudine, ma anche un invito a portare avanti, nella vita quotidiana, il messaggio di speranza e di salvezza che il Giubileo ha inteso trasmettere. Le parole del Papa, che hanno accompagnato il cammino giubilare, sono state un faro di luce per tutti coloro che hanno partecipato, invitando alla misericordia, alla pace e alla solidarietà, valori che non finiscono con la fine dell’Anno Santo, ma che continuano a guidare ogni cristiano nel proprio percorso di fede.
Con l’ultimo atto di chiusura, il 6 gennaio, si concluderà un Giubileo che ha lasciato il segno, ma anche un messaggio che non ha scadenza: quello di aprire le porte del cuore, per accogliere la grazia di Dio e diffondere l’amore verso il prossimo.
