Con questo passo, il testo è ora pronto per il Consiglio dei Ministri, che si riunirà per approvare la Nota di variazione. Successivamente, l’Aula di Palazzo Madama tornerà a riunirsi per due importanti votazioni elettroniche: la prima sulla Nota di variazione, e la seconda, quella che definisce in modo definitivo la legge di Bilancio. Dopo questi passaggi, la manovra sarà inviata alla Camera per il suo esame finale.
Leo: “Le misure favoriscono il ceto medio, i saldi sono stati raggiunti”
Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, non ha nascosto la sua soddisfazione per l’esito della votazione e ha sottolineato i risultati della manovra, dichiarando che la dotazione iniziale di 18,7 miliardi è stata incrementata con l’aggiunta di 3,5 miliardi, consentendo di raggiungere i saldi previsti. Riguardo alle critiche delle opposizioni, che sostengono che le misure per il ceto medio non siano sufficienti, Leo ha risposto con fermezza. “Le misure per il ceto medio comprendono non solo le aliquote fiscali, ma anche interventi a favore dei lavoratori dipendenti. Inoltre, oltre 2 miliardi sono destinati alla flat tax per i rinnovi contrattuali e i premi di produttività, risorse importanti che vanno a beneficio di questo segmento”, ha spiegato il viceministro, difendendo la manovra come un passo positivo per le categorie più vulnerabili.

Le opposizioni alzano la voce: “Voltafaccia Meloni”
Non sono mancate le contestazioni da parte delle opposizioni. Alcuni senatori hanno sollevato cartelli con la scritta “Voltafaccia Meloni” durante le dichiarazioni di voto. Le critiche si sono concentrate su una serie di promesse non mantenute dal Governo: “Promettevano l’abolizione delle accise, ma aumentano le tasse sul carburante”, si leggeva sui cartelli. “Promettevano l’abolizione della legge Fornero, ma ora si aumenta l’età pensionabile”, hanno aggiunto, facendo riferimento agli interventi sulla previdenza. Non è mancato anche un riferimento ai tagli alla sanità, con i cartelli che accusano il Governo di non aver rispettato gli impegni presi riguardo agli investimenti nel settore, e infine la denuncia di un record nella pressione fiscale, in contrasto con le promesse di ridurre le tasse.
L’approvazione della fiducia sul maxiemendamento alla manovra segna un passaggio cruciale nell’approvazione della legge di Bilancio, ma anche un momento di forte scontro politico. Il Governo, pur portando a casa un’importante vittoria, dovrà confrontarsi ancora con le critiche delle opposizioni e con le sfide che verranno poste dalla discussione alla Camera.
