4 Ottobre 2026, domenica
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Tajani sul decreto Ucraina: «Prima gli aiuti civili, ma non escludiamo l’invio di armi»

Il ministro degli Esteri chiarisce la linea del governo sul sostegno a Kiev

Nel decreto dedicato all’Ucraina, in arrivo sul tavolo del Consiglio dei ministri, il sostegno italiano passerà innanzitutto dagli aiuti civili, senza però chiudere la porta anche all’assistenza militare. A tracciare i contorni dell’intervento è il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, in un’intervista rilasciata a La Stampa.

«Si parla prevalentemente di aiuti civili», ha spiegato Tajani, sottolineando come questi siano fondamentali per sostenere la popolazione ucraina in vista dell’inverno. Un inverno che, secondo il ministro, rischia di trasformarsi in un nemico temibile quanto — se non più — delle armi russe: il cosiddetto “generale inverno”, capace di mettere in ginocchio il Paese sul piano umanitario ed energetico.

Accanto agli interventi civili, però, resta aperta anche l’ipotesi di forniture militari. «Poi si potranno inviare anche armi», ha aggiunto Tajani, chiarendo che il sostegno non si limita necessariamente all’assistenza umanitaria ma può includere equipaggiamenti utili alla difesa.

Sul fronte politico interno, il ministro ha minimizzato le possibili tensioni con la Lega, tradizionalmente più cauta sull’invio di armamenti. «Ne stiamo discutendo e non ci dobbiamo arrabbiare neanche noi», ha detto, adottando un tono conciliatorio. Se l’alleato di governo spinge per rafforzare soprattutto il capitolo degli aiuti civili, Tajani si dice d’accordo, pur ribadendo che l’impostazione del decreto resta aperta anche al contributo militare.

Un equilibrio, quello delineato dal titolare della Farnesina, che mira a tenere insieme solidarietà umanitaria, impegni internazionali e sensibilità diverse all’interno della maggioranza.

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