26 Ottobre 2026, lunedì
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Francia, gli agricoltori alzano il tiro: strade e autostrade bloccate in tutto il Paese

La mobilitazione non si arresta dopo il confronto con l’esecutivo: nel mirino l’intesa Ue-Mercosur e le condizioni del settore primario

Le proteste degli agricoltori francesi continuano a scandire l’agenda politica e a paralizzare la circolazione in ampie zone del Paese. Al centro della contestazione resta l’accordo commerciale tra l’Unione europea e il Mercosur, considerato dal mondo agricolo una minaccia per la competitività e la sostenibilità delle produzioni nazionali.

La mobilitazione non si è fermata nemmeno dopo l’incontro tra il governo e i sindacati di categoria. Al termine del confronto, il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato l’istituzione di un fondo di sostegno da 11 milioni di euro a favore del settore agricolo, accompagnato dalla promessa di un nuovo tavolo di discussione previsto intorno all’8 gennaio. Misure giudicate però insufficienti da molti operatori, che chiedono garanzie più incisive sul futuro dell’agricoltura francese.

Nel frattempo, la protesta si è estesa su scala nazionale. Blocchi stradali e presìdi hanno interessato arterie principali, strade secondarie e autostrade, causando rallentamenti e disagi diffusi. Solo nel pomeriggio di sabato si contavano almeno 59 iniziative di protesta, con il coinvolgimento complessivo di 1.675 agricoltori, secondo quanto riportato dall’emittente Bfmtv.

Il giorno precedente la situazione era apparsa ancora più critica: circa 80 interruzioni della viabilità, concentrate in particolare nel sud-ovest della Francia, avevano messo sotto pressione il traffico e richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla determinazione del settore agricolo. Un segnale chiaro che, in assenza di risposte ritenute adeguate, la protesta è destinata a proseguire.

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