3 Ottobre 2026, sabato
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Famiglia nel bosco, l’Appello conferma lo stop alla responsabilità genitoriale. Salvini attacca: «Vergogna»

La vicenda della “famiglia nel bosco” di Palmoli resta invariata dopo la decisione dei giudici di secondo grado. Polemiche politiche e dibattito acceso sul ruolo dello Stato.

Famiglia nel bosco, l’Appello conferma lo stop alla responsabilità genitoriale. Salvini attacca: «Vergogna»

La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il reclamo presentato dai legali di Nathan e Catherine, confermando l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni che aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e il collocamento dei tre figli minori in una casa famiglia a Vasto. Per la cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli, in provincia di Chieti, la situazione resta dunque immutata rispetto al provvedimento adottato lo scorso novembre.

I giudici di secondo grado hanno ritenuto fondate le valutazioni già espresse dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, che il 20 novembre aveva disposto il trasferimento dei bambini da Palmoli a Vasto. Nella struttura di accoglienza si trova anche la madre, alla quale è consentito trascorrere con i figli alcuni momenti della giornata, secondo modalità stabilite dai servizi competenti.

La decisione dell’Appello chiude, almeno per ora, uno dei capitoli giudiziari più delicati della vicenda, che nei mesi scorsi aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica per le scelte di vita della famiglia e per il conseguente intervento delle istituzioni. Al centro resta il nodo del superiore interesse dei minori, principio cardine richiamato dai giudici nel motivare il provvedimento.

Sul piano politico, la sentenza ha riacceso le polemiche. Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto duramente sui social, affidando a X un commento carico di indignazione: «Per questi giudici una sola parola: vergogna. I bambini non sono proprietà dello Stato, devono poter vivere e crescere con l’amore di mamma e papà». Un attacco che riporta al centro del dibattito il delicato equilibrio tra tutela dei minori, autonomia familiare e ruolo della magistratura.

Intanto, sul piano giudiziario, per Nathan e Catherine resta in vigore la sospensione della responsabilità genitoriale e il collocamento dei figli in casa famiglia, in attesa di eventuali ulteriori sviluppi legali. Una vicenda complessa che continua a dividere e a interrogare il Paese.

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