6 Ottobre 2026, martedì
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Referendum 2026, passo indietro del governo: Ciriani annuncia il ritiro dell’emendamento

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento chiarisce le intenzioni dell’esecutivo: nessuna accelerazione sul voto, solo una norma tecnica per estendere le urne al lunedì. Per fugare ogni dubbio, la materia sarà regolata con un decreto ad hoc.

Il governo ritirerà l’emendamento inserito nella Manovra relativo alle consultazioni referendarie del 2026. A chiarirlo è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, intervenendo a margine dei lavori della commissione Bilancio, dopo le polemiche politiche e le interpretazioni emerse nelle ultime ore.

Ciriani ha respinto con decisione l’ipotesi di un disegno nascosto volto ad anticipare il voto referendario. «L’emendamento verrà ritirato – ha spiegato – ma non c’era alcuna volontà di far votare prima. Si trattava semplicemente di una norma tecnica, pensata per consentire il voto anche nella giornata di lunedì», in linea con prassi già adottate in passato per agevolare la partecipazione elettorale.

Nonostante le rassicurazioni, il governo ha scelto di fare un passo indietro sullo strumento legislativo utilizzato, proprio per evitare fraintendimenti. «Per scongiurare qualsiasi interpretazione diversa», ha aggiunto il ministro, «l’esecutivo interverrà con un decreto», che sarà portato all’esame di uno dei prossimi Consigli dei ministri.

La decisione punta a separare nettamente il tema delle regole tecniche sullo svolgimento delle consultazioni dal dibattito politico sulla tempistica dei referendum, sottraendo la questione al confronto acceso che si era acceso attorno alla Manovra. Una mossa che il governo presenta come improntata alla chiarezza istituzionale e alla trasparenza, nel tentativo di disinnescare le polemiche e riportare il confronto su un piano più strettamente procedurale.

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