4 Ottobre 2026, domenica
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Droga, Sardegna al centro dei traffici: 21 misure cautelari tra l’isola e la penisola

Maxi operazione dei Carabinieri su mandato della DDA di Cagliari: smantellate due organizzazioni criminali interconnesse, una specializzata nella cocaina e l’altra nella marijuana. Documentati affari per circa 3 milioni di euro

All’alba è scattata una vasta operazione dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia che ha portato all’esecuzione di 21 misure cautelari, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Cagliari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L’intervento, supportato dalle Stazioni territorialmente competenti e dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Sardegna”, rappresenta l’epilogo di una complessa indagine avviata nel 2019 su due distinti gruppi criminali dediti al traffico di stupefacenti, operativi principalmente in Sardegna ma con ramificazioni consolidate nella penisola.

I provvedimenti cautelari hanno riguardato 10 custodie in carcere, 6 arresti domiciliari e 5 obblighi di dimora, eseguiti in un ampio raggio geografico che ha interessato le province di Sassari, Nuoro e Cagliari, oltre a Bergamo, Latina e Novara. Un dato che restituisce con chiarezza la dimensione interregionale del sistema criminale emerso dalle indagini.

L’attività investigativa – sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di pedinamento, sequestri mirati, accertamenti patrimoniali e l’analisi di conversazioni criptate acquisite tramite rogatoria internazionale con il supporto di Europol – ha consentito di delineare l’esistenza di due associazioni per delinquere finalizzate al traffico di stupefacenti, contestate ai sensi dell’articolo 74 del DPR 309/90. Due strutture autonome sul piano organizzativo, ma strettamente collegate sotto il profilo operativo e finanziario.

La prima organizzazione, composta da undici soggetti, avrebbe curato l’approvvigionamento della cocaina dalla penisola, mantenendo rapporti stabili con altre realtà criminali attive in diverse regioni italiane. La seconda, formata da cinque persone, si sarebbe invece specializzata nella produzione e nella movimentazione di ingenti quantitativi di marijuana coltivata e lavorata in Sardegna.

Dalle evidenze raccolte emerge un meccanismo collaudato di scambio tra le due consorterie: parte della marijuana veniva ceduta sistematicamente alla prima associazione come merce di compensazione per finanziare l’acquisto di cocaina. Un “baratto” criminale quantificato dagli investigatori in un rapporto di circa 50 chilogrammi di marijuana per ogni chilogrammo di cocaina.

Nel complesso, l’indagine ha consentito di documentare la movimentazione di oltre 200 chilogrammi di cocaina e più di 450 chilogrammi di marijuana, per un volume d’affari stimato attorno ai 3 milioni di euro. Numeri che restituiscono la portata economica dell’organizzazione e l’impatto potenzialmente devastante sul territorio.

In questo scenario, Olbia è emersa come snodo logistico strategico dell’intero traffico: luogo di stoccaggio delle sostanze, punto di smistamento e sede delle principali trattative, favorita dalla presenza di più affiliati con collegamenti diretti con i canali di rifornimento.

L’operazione odierna si inserisce nel più ampio quadro dell’azione di contrasto portata avanti dall’Arma dei Carabinieri contro le organizzazioni criminali dedite al narcotraffico, a tutela della sicurezza pubblica e della legalità, confermando l’attenzione costante delle istituzioni su un fenomeno che continua a rappresentare una delle principali fonti di arricchimento della criminalità organizzata.

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