15 Agosto 2026, sabato
HomeMondoCronaca nel MondoIl 2025 verso un nuovo record climatico: sarà il secondo anno più...

Il 2025 verso un nuovo record climatico: sarà il secondo anno più caldo di sempre

Le rilevazioni del servizio Copernicus confermano una tendenza ormai consolidata: il pianeta continua a scaldarsi. Novembre si colloca fra i mesi più caldi mai registrati, mentre l’anno in corso affianca il 2023 e si posiziona subito dietro al primato del 2024.

Il 2025 avanza con un’altra conferma inquietante: sarà con ogni probabilità il secondo anno più caldo mai registrato nella storia delle rilevazioni moderne, a pari merito con il 2023 e appena dietro al 2024. A indicarlo sono i più recenti dati del Copernicus Climate Change Service, il programma europeo che monitora l’andamento climatico globale e che opera all’interno dell’Ecmwf per conto della Commissione europea.

Un dato, questo, che non sorprende gli scienziati ma che continua a descrivere un’accelerazione sempre più evidente del riscaldamento globale. Novembre 2025, in particolare, si piazza come il terzo novembre più caldo mai osservato: la temperatura media globale ha raggiunto i 14,02 gradi, superando di 0,65 gradi la media del periodo 1991-2020 e di 1,54 gradi i livelli preindustriali compresi fra il 1850 e il 1900. Numeri che raccontano, in modo più eloquente di qualsiasi previsione, la traiettoria termica del pianeta.

Il servizio Copernicus, che raccoglie dati satellitari e terrestri per analizzare le dinamiche climatiche con una precisione senza precedenti, sottolinea come la condizione attuale non sia un episodio isolato, bensì la continuazione di una tendenza ormai strutturale. L’ultimo triennio ha infatti consolidato un pattern ricorrente: ogni nuovo anno entra nella parte alta della classifica dei più caldi di sempre, mentre la distanza dai livelli preindustriali continua ad ampliarsi a un ritmo allarmante.

Il quadro delineato da Copernicus offre dunque uno spaccato netto della crisi climatica in corso. Le variazioni termiche annue non sono variazioni locali o stagionali, ma segnali globali che riflettono l’accumulo di gas serra in atmosfera e un sistema climatico sempre meno stabile. E mentre il 2025 si avvia a chiudersi con un nuovo record negativo, cresce anche la pressione sulla comunità internazionale affinché le politiche di mitigazione e adattamento non rimangano sulla carta ma si traducano in interventi concreti.

I dati pubblicati dal programma europeo parlano con la forza dell’evidenza e raccontano un clima che continua a cambiare più rapidamente della capacità umana di rallentarlo. Sta ora agli Stati, alle istituzioni e alle società tradurre questi segnali in scelte decisive, prima che il termometro globale tocchi soglie oltre le quali il ritorno sarebbe sempre più difficile.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti