6 Ottobre 2026, martedì
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Forte terremoto al largo del Giappone: allerta tsunami e verifiche nelle aree costiere

Una scossa di magnitudo 7.6 colpisce il nord dell’arcipelago. Evacuazioni lungo le coste di Aomori, Hokkaido e Iwate. Il governo attiva una task force mentre proseguono i controlli sulle centrali nucleari.

Il Giappone torna a fare i conti con la forza del suo sottosuolo. Nella notte una scossa di magnitudo 7.6 è stata registrata circa ottanta chilometri al largo della regione settentrionale, a una profondità di cinquanta chilometri. La rilevazione dell’agenzia sismica statunitense Usgs ha immediatamente fatto scattare l’allerta tsunami del sistema americano di monitoraggio, mentre le prime onde, alte una quarantina di centimetri, hanno già raggiunto la città di Urakawa, nella prefettura di Hokkaido, e il porto di Mutsu Ogawara, in Aomori.

La scossa ha colto di sorpresa un territorio abituato ai terremoti ma costretto a fare i conti con un orario particolarmente critico e temperature prossime allo zero. Per questo le autorità locali delle prefetture più colpite, da Aomori a Hokkaido fino a Iwate, hanno invitato con urgenza la popolazione ad allontanarsi dalle coste e a raggiungere le aree di evacuazione previste, nonostante le difficoltà logistiche e il buio della notte.

Il governo centrale ha reagito con tempestività. La premier Sanae Takaichi, in un breve aggiornamento ai giornalisti, ha annunciato l’attivazione di una task force incaricata di valutare rapidamente l’entità dei danni e coordinare gli interventi. La priorità, ha spiegato, resta la tutela della vita umana e la messa in sicurezza delle zone interessate. Intanto l’emittente nazionale Nhk ha riferito dei primi feriti, registrati in un hotel di Hachinohe, nella prefettura di Aomori.

In un Paese storicamente segnato dal trauma di Fukushima, ogni sisma di questa intensità impone verifiche immediate sugli impianti nucleari. Il segretario di gabinetto Minoru Kihara ha precisato che, al momento, non risultano criticità nelle centrali di Higashidori e Onagawa, situate nel nord est del Paese. Gli operatori sono al lavoro per controllare tutti gli impianti dell’area, compresi quelli di Fukushima Daiichi, e il Comitato per il controllo dell’energia atomica ha confermato l’assenza di segnalazioni d’emergenza.

L’onda lunga del sisma ha raggiunto anche il sistema dei trasporti. I convogli Shinkansen del versante nord orientale sono stati sospesi per precauzione, costringendo migliaia di viaggiatori a riorganizzare gli spostamenti. La scossa è stata avvertita persino a Tokyo, a oltre settecento chilometri dall’epicentro, a conferma della potenza del movimento tellurico.

Nelle ore successive alla scossa, il Paese resta in stato di attenzione, mentre i tecnici monitorano l’andamento delle onde di ritorno e i soccorritori controllano le aree costiere. Ancora una volta il Giappone si trova a misurare la propria resilienza, forte dell’esperienza accumulata negli anni ma consapevole della vulnerabilità che accompagna ogni nuovo risveglio della sua complessa geologia.

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