22 Settembre 2026, martedì
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Xi e Macron rilanciano la via diplomatica: “Sostenere gli sforzi per un cessate il fuoco in Ucraina”

Dalla capitale cinese arriva una dichiarazione congiunta che riafferma la centralità del diritto internazionale e del ruolo dell’Onu, con un doppio focus: la guerra in Ucraina e il conflitto israelo-palestinese.

Nel cuore di Pechino, al termine di una giornata di colloqui intensi e calibrati nei dettagli, Xi Jinping ed Emmanuel Macron hanno messo nero su bianco una posizione comune sulla scena geopolitica più instabile del momento. Nella dichiarazione congiunta diffusa dopo l’incontro, Cina e Francia ribadiscono di sostenere “gli sforzi per un cessate il fuoco e il ripristino della pace in Ucraina”, specificando che ogni percorso diplomatico dovrà poggiare su “diritto internazionale, verità e principi della Carta delle Nazioni Unite”.

Il documento, frutto di un lavoro diplomatico che Parigi e Pechino conducono parallelamente da mesi, segna un punto di convergenza tra due attori globali spesso distanti nelle letture strategiche, ma accomunati dalla volontà di evitare l’ulteriore degenerazione del conflitto alle porte dell’Europa. Il riferimento al diritto internazionale non è casuale: implica la linea francese del rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale, ma anche l’approccio cinese, più sfumato, che mira a preservare margini di dialogo con Mosca.

Accanto al dossier ucraino, Xi e Macron hanno dedicato un passaggio centrale al Medio Oriente. Il comunicato ribadisce la necessità della soluzione dei due Stati, Israele e Palestina, come unico orizzonte possibile per stabilizzare un’area attraversata da violenze e fratture profonde. La scelta di accostare nella stessa dichiarazione Ucraina e Palestina non è solo simbolica: evidenzia l’intenzione di entrambi i Paesi di rivendicare un ruolo di responsabilità e moderazione dentro un sistema internazionale percepito come sempre più frammentato.

In quanto membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Francia e Cina affermano di impegnarsi nella ricerca di “soluzioni pacifiche e costruttive contro sfide e minacce alla sicurezza e alla stabilità internazionali”. Una formula solenne che intende presentare i due Paesi come garanti del dialogo multilaterale in una fase in cui l’arena globale è segnata da rivalità accese, diplomazie in affanno e conflitti che sembrano sottrarsi a ogni tentativo di contenimento.

Se l’intesa non cancella le differenze, ne afferma però una: la convinzione che la via politico-diplomatica non solo sia ancora percorribile, ma resti l’unica strada in grado di produrre risultati duraturi. E da Pechino, dove da anni si intrecciano ambizioni globali e prudenze strategiche, arriva un segnale che Macron, alla sua seconda missione in Cina in poco più di un anno, intende trasformare in un tassello concreto della sua offensiva diplomatica.

Resta ora da capire se queste dichiarazioni troveranno un seguito nei fatti, in un mondo in cui ogni appello alla pace deve confrontarsi con realtà sul terreno sempre più complesse. In ogni caso, il vertice Xi-Macron consegna un messaggio chiaro: il dialogo non è esaurito, e per due potenze sedute al tavolo permanente del Consiglio di Sicurezza resta un dovere politico prima ancora che un’opzione strategica.

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