Milano – Una nuova misura volta a disciplinare il mercato degli affitti brevi entra in vigore tra 30 giorni a Milano: il Consiglio comunale ha approvato il divieto di installare keybox, le piccole cassette portachiavi utilizzate per il self check-in negli appartamenti turistici, su qualunque elemento del suolo pubblico. La norma vieta in particolare il posizionamento di queste strutture su arredi urbani, segnaletica stradale, recinzioni, cancellate, pali della luce o su qualsiasi altra struttura pubblica. Chi non rispetterà le disposizioni rischia sanzioni amministrative che vanno da 100 a 400 euro, a cui si aggiungono le spese per la rimozione.
L’iniziativa del Comune di Milano rappresenta l’ultimo intervento di una serie di regolamentazioni nate per limitare la proliferazione delle keybox nelle città italiane. Questi piccoli dispositivi, pensati per facilitare l’ingresso autonomo degli ospiti negli appartamenti in affitto breve, stanno però diventando un problema crescente. Le facciate dei palazzi si trasformano in “pareti di cassette”, compromettendo il decoro urbano e generando tensioni tra condomini e residenti.
I condomini devono confrontarsi con l’uso intensivo e spesso incontrollato degli spazi comuni, mentre i residenti segnalano una continua rotazione di visitatori, rumori e difficoltà nel controllo degli accessi. La presenza massiccia delle keybox non è solo un problema estetico: riflette la crescita incontrollata degli affitti brevi, fenomeno che ha aumentato l’offerta turistica ma ha ridotto la disponibilità di alloggi per chi vive stabilmente in città, contribuendo all’aumento dei canoni e modificando profondamente l’identità dei quartieri.
Diverse amministrazioni italiane hanno adottato misure simili, introducendo regolamenti specifici, obblighi di autorizzazione o divieti nelle aree storiche, con l’obiettivo di bilanciare le esigenze del turismo e dei residenti. Milano, con la sua delibera, intende riportare ordine nella gestione degli accessi agli appartamenti e limitare l’impatto visivo e sociale delle keybox, cercando di conciliare il diritto alla proprietà con la necessità di regole chiare e la convivenza nei centri urbani sempre più sotto pressione.
Il dibattito resta aperto: come garantire la vivibilità dei quartieri, tutelare i residenti e allo stesso tempo sostenere l’offerta turistica? La decisione del Comune di Milano segna un passo concreto nella direzione di un controllo più attento e strutturato del fenomeno degli affitti brevi, ma la sfida, per le città italiane, è ancora lontana dall’essere risolta.
