6 Ottobre 2026, martedì
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Nigeria, nuovo assalto a una chiesa rurale: rapiti un pastore e undici fedeli

Il blitz armato durante le funzioni domenicali riaccende l’allarme sui rapimenti di massa, una piaga che da anni tormenta il Paese e che nelle ultime settimane è tornata a crescere in modo allarmante.

Durante la funzione religiosa, in una quieta domenica in una chiesa rurale della Nigeria centrale, la violenza ha fatto irruzione all’improvviso. Un gruppo di uomini armati ha circondato l’edificio e rapito almeno dodici persone, tra cui il pastore della comunità e undici fedeli. Un attacco rapido, mirato, che si inserisce in una lunga sequenza di sequestri di massa tornati a moltiplicarsi nelle ultime settimane.

Secondo le autorità locali, i rapitori sono penetrati nella zona approfittando dell’isolamento del villaggio, una dinamica ormai tristemente collaudata nelle aree rurali del Paese, dove i gruppi criminali si muovono con facilità e dispongono di campi base difficili da individuare. La chiesa è stata scelta probabilmente per la sua vulnerabilità: nessuna protezione, nessuna via di fuga e un numero elevato di persone riunite lo stesso giorno, alla stessa ora.

La Nigeria conosce da anni la ferocia dei rapimenti di massa, trasformati in un business multimilionario per bande criminali, milizie e gruppi jihadisti. Il trauma collettivo risale al 2014, quando Boko Haram sequestrò quasi trecento studentesse a Chibok, nello Stato di Borno, un episodio che fece il giro del mondo e lasciò una ferita ancora aperta nella memoria nazionale. Da allora, la pratica si è diffusa a macchia d’olio: scuole, autobus, chiese, mercati, interi villaggi sono diventati obiettivi potenziali.

Nelle ultime settimane, la curva degli attacchi è tornata a impennarsi in modo evidente, con decine di persone prelevate in diverse regioni del Paese. Una situazione divenuta talmente preoccupante da spingere il presidente nigeriano a dichiarare lo stato di emergenza per la sicurezza nazionale, nel tentativo di rafforzare il coordinamento tra esercito, polizia e forze locali.

La dichiarazione, tuttavia, non basta a rassicurare la popolazione, soprattutto nelle aree rurali, dove i cittadini si sentono esposti e spesso abbandonati a loro stessi. Le famiglie delle persone rapite attendono ora notizie, in un Paese in cui ogni rapimento apre trattative lunghe, complesse, talvolta estenuanti. Intanto, la comunità colpita si stringe attorno alla chiesa, simbolo di un’unità che neppure la violenza riesce a spezzare, ma che continua a essere un bersaglio facile in una terra dove il confine tra fede e paura si assottiglia di giorno in giorno.

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