24 Ottobre 2026, sabato
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Omicidio a Mesenzana, anziana uccisa in casa: fermato il marito

La tragedia nel Varesotto: una lite nata attorno ai gratta e vinci si trasforma in un delitto. L’uomo, 78 anni, è in stato di fermo in una condizione di forte fragilità psicologica.

Una casa ordinaria, in una tranquilla via di Mesenzana, si è trasformata in scena di un dramma che ha scosso l’intera comunità del piccolo centro del Varesotto. All’interno dell’abitazione, una donna di 81 anni è stata trovata senza vita, uccisa con diverse coltellate. A fermare il marito, un uomo di 78 anni, sono stati i carabinieri della compagnia di Luino, intervenuti dopo l’allarme lanciato dai familiari che vivono al piano inferiore.

Il primo segnale che qualcosa non andava sono state le urla dell’uomo, avvertite anche dai vicini. Le grida hanno attirato l’attenzione del quartiere e a quel punto sono stati chiamati i soccorsi. L’arrivo del personale del 118 non ha però lasciato margini di speranza: per l’anziana non c’era più nulla da fare.

Sul posto, i carabinieri hanno immediatamente isolato l’area e accompagnato il marito in caserma. Un precedente drammatico aleggia ancora su quella stessa via: tre anni fa, nel marzo del 2022, fu proprio lì che Andrea Rossin uccise a coltellate i suoi due figli prima di togliersi la vita. Un ricordo che rende, se possibile, ancora più cupo il clima che avvolge oggi Mesenzana.

Secondo le prime risultanze investigative, alla base dell’aggressione mortale ci sarebbe un motivo tanto banale quanto assurdo: i gratta e vinci. Entrambi i coniugi coltivavano l’abitudine di tentare la fortuna con assiduità. Nonostante ciò, dagli accertamenti e dall’interrogatorio condotto dal pm Federica Racanello non emergono rancori o conflitti profondi. Nessun litigio pregresso, nessuna frattura evidente nella vita di coppia. È il procuratore di Varese, Antonio Gustapane, a confermare in una nota come «la condotta sia riconducibile, stante alle prime risultanze, a futili motivi legati al vizio del gioco».

Durante l’interrogatorio, il 78enne è apparso in una condizione psicologica estremamente fragile. Le sue dichiarazioni, in alcuni passaggi frammentarie e prive di coerenza, hanno spinto gli inquirenti a valutare misure di protezione particolari. Per evitare possibili gesti autolesionistici, l’uomo è stato trasferito nel carcere di San Vittore, ritenuto più idoneo a garantire assistenza e monitoraggio.

Le indagini proseguono, coordinate dalla procura di Varese, per ricostruire con esattezza la dinamica e i minuti che hanno preceduto l’aggressione. In un paese scosso e incredulo, resta il peso di una tragedia maturata dentro le mura domestiche, in apparenza senza una ragione, se non quella di un impulso improvviso e devastante.

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