24 Ottobre 2026, sabato
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Mosca riapre il canale del dialogo con Washington mentre Kiev cerca nuova forza in Europa

Il Cremlino lascia intravedere spiragli diplomatici con gli Stati Uniti. Zelensky ottiene da Atene un’intesa sul gas liquido americano e torna a chiedere più difese antiaeree dopo gli attacchi su Kiev. Sullo sfondo, le polemiche italiane sul sostegno all’Ucraina.

La guerra in Ucraina entra nel giorno numero 1.362 con un intreccio di segnali che oscillano tra diplomazia, nuove alleanze energetiche e l’ennesima escalation sul campo. Sul fronte politico, una novità inattesa arriva da Mosca: il Cremlino fa sapere che il dialogo con gli Stati Uniti «prosegue». Non una svolta, ma un’apertura che rompe settimane di gelo pubblico e che accende l’attenzione sul possibile riavvio dei contatti negoziali, almeno nelle forme discrete che hanno caratterizzato gli ultimi mesi.

In questo quadro, fonti ucraine e russe fanno filtrare l’ipotesi di un accordo per riattivare l’intesa di Istanbul e procedere allo scambio di circa milleduecento prigionieri di guerra. Un segnale che, se confermato, rappresenterebbe uno dei rari avanzamenti diplomatici dall’inizio del 2024.

Intanto, Volodymyr Zelensky prosegue il suo tour europeo e approda in Grecia, dove annuncia un’intesa strategica: Atene farà da piattaforma per il rifornimento verso Kiev di gas naturale liquefatto proveniente dagli Stati Uniti. Un accordo che ha valore energetico, economico e geopolitico, perché rafforza l’asse ucraino con un Paese indispensabile per i corridoi energetici del Mediterraneo.

Accanto alle mosse diplomatiche, però, continua a imporsi la realtà delle armi. Il presidente ucraino rinnova l’appello ai partner occidentali affinché accelerino e potenzino le forniture di sistemi di difesa antiaerea. La sua richiesta arriva poche ore dopo l’ennesimo bombardamento russo sulla capitale: un raid che ha provocato la morte di sette civili a Kiev e riacceso la preoccupazione per la persistente vulnerabilità del Paese agli attacchi missilistici.

Sul piano politico interno italiano, il dibattito non si placa. Matteo Salvini torna a contestare la linea di sostegno a Kiev, invocando una «riflessione» sugli aiuti all’Ucraina alla luce delle recenti polemiche che hanno lambito l’entourage del presidente Zelensky. Una presa di posizione che riapre tensioni nella maggioranza e offre nuova materia di discussione in un momento in cui l’Europa intera si interroga sulla tenuta del fronte a sostegno della resistenza ucraina.

In un contesto segnato dall’alternanza continua tra segnali di dialogo e rinnovate violenze, la giornata racconta ancora una volta la complessità del conflitto: un equilibrio fragile in cui ogni spiraglio negoziale convive con l’eco dei bombardamenti e con la ricerca, da parte di Kiev, di nuove garanzie politiche, militari ed energetiche.

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