Un’altra notte di violenza ha scosso l’Ucraina, segnata da due nuovi attacchi russi che hanno colpito aree abitate nel sud e nell’est del Paese. Cinque civili hanno perso la vita in poche ore in due distinti raid con droni, uno nella regione di Zaporizhzhia e l’altro nella regione di Kharkiv.
Nel villaggio di Preobrazhenka, nel distretto di Polohy, due persone sono state uccise da un drone russo che ha colpito l’area nel tardo pomeriggio. A dare la notizia è stato il governatore della regione di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov, attraverso i canali ufficiali, citato dall’agenzia Ukrinform. “L’esercito di occupazione russo ha ucciso due persone nel villaggio di Preobrazhenka. È il secondo attacco contro i civili in una sola sera”, ha dichiarato Fedorov, denunciando l’ennesimo bombardamento che non ha avuto alcun obiettivo militare apparente.
Poche ore dopo, un altro attacco ha colpito la regione di Kharkiv, dove un drone russo ha preso di mira un piccolo corteo di automobili nei pressi del villaggio di Boguslavka. Secondo quanto riferito dal capo dell’amministrazione militare regionale, Oleh Syniehubov, tre persone sono morte e un’altra è rimasta ferita. Anche in questo caso, si tratterebbe di civili che stavano cercando di mettersi in salvo o di attraversare la zona sotto attacco.
Le autorità locali hanno denunciato che i droni kamikaze impiegati negli attacchi sono stati lanciati con l’obiettivo di colpire infrastrutture e mezzi di trasporto, ma hanno finito per mietere vittime tra la popolazione. Squadre di soccorso e militari ucraini hanno lavorato per ore tra le macerie e i veicoli distrutti per cercare eventuali sopravvissuti.
Le due offensive, avvenute a distanza di poche ore, si inseriscono in una serie di bombardamenti che nelle ultime settimane hanno interessato l’intero fronte meridionale e orientale del Paese. Kiev accusa Mosca di intensificare gli attacchi contro obiettivi civili in concomitanza con l’arrivo dell’inverno, quando la distruzione delle infrastrutture energetiche e dei centri abitati rischia di aggravare ulteriormente la crisi umanitaria.
Secondo fonti ucraine, la regione di Zaporizhzhia continua a essere tra le più colpite dai raid russi, sia per la sua importanza strategica sia per la presenza della centrale nucleare, la più grande d’Europa, da mesi al centro delle tensioni internazionali. Anche Kharkiv, città e regione simbolo della resistenza ucraina, è nuovamente nel mirino dei droni e dei missili lanciati dalla Russia, che nelle ultime settimane hanno colpito abitazioni, scuole e convogli civili.
Kiev parla apertamente di “guerra contro i civili”. “La Russia continua a colpire non obiettivi militari ma persone innocenti”, ha dichiarato un portavoce dell’amministrazione presidenziale ucraina. Le autorità hanno ribadito la necessità di un rafforzamento dei sistemi di difesa aerea e hanno chiesto ai partner occidentali un incremento urgente delle forniture di mezzi antidrone.
Mentre l’Ucraina conta nuove vittime e nuovi feriti, il conflitto prosegue senza tregua, spingendo sempre più lontano la prospettiva di un cessate il fuoco. Le sirene continuano a suonare da Zaporizhzhia a Kharkiv, segnalando un paese che, anche di notte, non conosce più il silenzio.
