6 Ottobre 2026, martedì
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Milano alza il prezzo dell’accoglienza: tassa di soggiorno fino a 10 euro per le Olimpiadi 2026

Dal primo gennaio al 31 dicembre 2026 il capoluogo lombardo applicherà un aumento straordinario dell’imposta di soggiorno, in vista dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano-Cortina. Le nuove tariffe, previste dal decreto legge del 29 ottobre 2025, raddoppiano in molti casi rispetto ai livelli attuali.

Nel 2026 Milano si prepara a diventare uno dei principali palcoscenici dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina. Ma, insieme agli atleti e ai turisti, in città arriverà anche un’altra protagonista: la tassa di soggiorno, che per l’anno olimpico toccherà livelli mai raggiunti prima.

Dal primo gennaio al 31 dicembre 2026, infatti, l’imposta raddoppierà in molte categorie di strutture, fino a un massimo di 10 euro a notte per persona negli hotel a quattro e cinque stelle. Una misura straordinaria, voluta dalla giunta comunale e resa possibile dal decreto legge del 29 ottobre 2025, che autorizza un incremento temporaneo fino a cinque euro nelle città coinvolte dagli eventi sportivi.

Le nuove tariffe: da 3 a 10 euro a notte

Il nuovo schema tariffario stabilisce una differenziazione puntuale in base alla categoria ricettiva.
Negli hotel di fascia alta (4 e 5 stelle) la tassa raggiungerà il tetto massimo di 10 euro a notte.
Negli alberghi a tre stelle sarà di 7,4 euro, mentre nelle strutture a due stelle scenderà a 5 euro. Gli hotel a una stella si fermeranno a 4 euro.

Sul fronte dell’extra-alberghiero, la città applicherà 9,5 euro per case vacanza, locazioni brevi e bed & breakfast, 7 euro per case per ferie, e 3 euro per ostelli della gioventù e camping.
Una rimodulazione complessiva, dunque, che tocca ogni segmento dell’ospitalità, dal lusso alle sistemazioni più economiche.

Il contesto normativo: un decreto su misura per i Giochi

L’aumento trova fondamento giuridico nel decreto legge del 29 ottobre 2025, che consente ai Comuni della Lombardia e del Veneto situati entro un raggio di 30 chilometri dalle sedi olimpiche di innalzare temporaneamente la tassa di soggiorno.
L’obiettivo è duplice: sostenere i maggiori costi legati alla gestione dei flussi turistici e offrire alle amministrazioni locali risorse aggiuntive per affrontare le esigenze logistiche e infrastrutturali connesse all’evento.

Il provvedimento, pensato per garantire uniformità tra le aree interessate, stabilisce limiti massimi chiari, evitando disparità eccessive tra le città olimpiche. Milano, forte della sua centralità nel progetto Milano-Cortina, si è mossa rapidamente per adeguarsi al nuovo quadro.

Come verranno impiegate le risorse

Il decreto prevede che il gettito aggiuntivo derivante dall’aumento venga suddiviso in due parti.
Metà resterà nelle casse del Comune di Milano, che potrà utilizzarla per gli scopi già indicati dalla legge istitutiva del 2011: migliorare i servizi turistici, sostenere le strutture ricettive, e valorizzare il patrimonio culturale e ambientale.
L’altra metà confluirà nel bilancio dello Stato, con una destinazione vincolata: il finanziamento delle attività direttamente connesse all’organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici.

In questo modo, il sistema di ripartizione mira a garantire un equilibrio tra le esigenze locali e quelle dell’evento internazionale, trasformando la tassa di soggiorno in una sorta di contributo diffuso al successo delle Olimpiadi.

L’impatto sul turismo e sul mercato dell’ospitalità

L’incremento della tassa avrà inevitabilmente un impatto sul mercato dell’accoglienza, ma il Comune ritiene che la misura non intaccherà la capacità attrattiva della città.
Gli studi tecnici condotti in vista dell’anno olimpico stimano che il rincaro, pur significativo, rimarrà sostenibile per i visitatori, soprattutto in un contesto in cui la domanda è attesa in forte crescita.

Durante i mesi dei Giochi, Milano si prepara infatti ad accogliere centinaia di migliaia di turisti, operatori, media e delegazioni internazionali, con un fabbisogno di servizi pubblici e infrastrutture notevolmente superiore alla media.
L’aumento della tassa, limitato a un solo anno, mira dunque a compensare i costi di gestione e a rafforzare la qualità dell’offerta turistica, senza scoraggiare i flussi in entrata.

Un anno da capitale olimpica

Il 2026 si annuncia come un anno cruciale per Milano, chiamata a gestire una sfida logistica e organizzativa di portata mondiale. Dalla cerimonia inaugurale all’ospitalità diffusa, ogni dettaglio concorrerà a definire l’immagine della città sul palcoscenico globale.

In questo scenario, l’aumento temporaneo della tassa di soggiorno rappresenta una scelta strategica: un modo per trasformare l’afflusso straordinario di turisti in un’opportunità di investimento per la città, con ricadute positive sul lungo periodo.

La misura entrerà in vigore il 1° gennaio 2026 e resterà operativa fino al 31 dicembre dello stesso anno. Dopo di allora, salvo nuove disposizioni, le tariffe torneranno ai livelli ordinari.
Un anno, dunque, in cui il costo di dormire a Milano sarà più alto – ma anche il valore simbolico e materiale di farlo sarà unico: quello di una città che, ancora una volta, si prepara a ospitare il mondo.

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