Con tono fermo e parole dirette, Chiara Appendino ha scosso l’Aula di Montecitorio intervenendo durante la discussione di un ordine del giorno sull’introduzione dell’educazione sessuoaffettiva nelle scuole. La deputata del Movimento 5 Stelle ha affrontato il tema con un discorso incisivo, destinato a lasciare il segno nel dibattito politico e culturale sul rapporto tra giovani, affettività e conoscenza del corpo.
“I freni che state mettendo all’educazione sessuoaffettiva sono gravi”, ha esordito Appendino, denunciando la resistenza culturale e politica che ancora circonda l’argomento. “Sapete perché? Perché l’assenza di educazione e consapevolezza è una ragazzina che non si rende conto di essere intrappolata in una relazione tossica, è un ragazzo che non sa riconoscere un no perché nessuno gli ha mai spiegato cosa significa il consenso, sono milioni di adolescenti che imparano cosa sia il sesso tramite la pornografia, con tutte le sue distorsioni, invece che da un adulto capace di spiegare il rispetto e l’affettività.”
Appendino ha così ribaltato il paradigma del timore verso l’educazione sessuale, spostando il focus sulla necessità di una formazione consapevole, capace di prevenire abusi, fraintendimenti e stereotipi. “Non venite a dirmi che l’educazione sessuale è pericolosa – ha proseguito – perché a essere pericolosa è l’ignoranza. È crescere una generazione che confonde l’amore con il possesso. E siete voi che bloccate l’educazione affettiva nelle scuole.”
Nel suo intervento, la deputata pentastellata ha poi affrontato apertamente uno dei tabù più radicati della società italiana: la paura del sesso. “Colleghi, ve lo dico con estremo rispetto: se qualcuno di voi ha paura del sesso, provi a superarla anziché trasmetterla agli altri. Il sesso è naturale, tutti lo facciamo, io faccio sesso e non mi vergogno di dirlo anche qui, in quest’Aula.”
Una dichiarazione destinata a far discutere, ma pronunciata – ha precisato – per affermare un principio di normalità e libertà personale. “So bene che arriveranno commenti sessisti, battutine, insulti, risatine. Perché succede sempre, quando una donna rivendica la propria libertà. Ed è esattamente per questo che serve educazione affettiva e sessuale.”
Con questo intervento, Appendino ha riportato al centro del dibattito parlamentare un tema spesso relegato ai margini, ma cruciale per la crescita delle nuove generazioni. Il suo appello è stato quello di superare pregiudizi e timori, promuovendo un approccio educativo che metta al centro il rispetto, la consapevolezza e l’autonomia emotiva dei ragazzi.
Un discorso che ha diviso l’Aula, ma che ha avuto il merito di riportare la questione sul terreno della realtà: quella di giovani che, in assenza di strumenti e parole, continuano a formarsi sull’affettività nei luoghi sbagliati. E quella di adulti che, per paura o reticenza, rischiano di perpetuare proprio ciò che vorrebbero evitare.
