15 Febbraio 2026, domenica
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La Cina lancia un appello globale: “Via i dazi sui prodotti green per salvare il clima”

Dal prevertice della COP30, Pechino chiede la rimozione delle barriere commerciali che ostacolano il mercato delle tecnologie pulite. Un messaggio diretto all’Occidente, tra leadership industriale e tensioni sui dazi.

La transizione ecologica, secondo Pechino, non può essere frenata da barriere doganali e logiche protezionistiche. “Il mondo deve rimuovere le barriere commerciali e garantire il libero flusso di prodotti verdi di qualità”, ha dichiarato il vicepremier cinese Ding Xuexiang nel corso del vertice dei leader pre-COP30, tenutosi giovedì. Un appello che suona come un messaggio politico e strategico insieme: per affrontare con efficacia il cambiamento climatico, sostiene la Cina, occorre liberalizzare il commercio delle tecnologie pulite.

La posizione di Pechino si inserisce in un contesto globale segnato da crescenti tensioni economiche. La Cina è oggi il principale produttore mondiale di pannelli solari, batterie e veicoli elettrici, pilastri della nuova economia verde. Tuttavia, la sua leadership tecnologica è accompagnata da un irrigidimento dei rapporti commerciali con l’Occidente. Negli Stati Uniti, in particolare, il settore green cinese è sottoposto a tariffe doganali sempre più elevate, introdotte con l’obiettivo dichiarato di proteggere l’industria nazionale ma con effetti che rischiano di rallentare la diffusione su scala globale di prodotti essenziali per la decarbonizzazione.

Ding Xuexiang, stretto collaboratore del presidente Xi Jinping, ha colto l’occasione del vertice per ribadire l’impegno della Cina nel contrasto al riscaldamento globale e per sollecitare una cooperazione internazionale più aperta e pragmatica. Secondo Pechino, la lotta al cambiamento climatico non può trasformarsi in un terreno di competizione economica, bensì in un ambito di collaborazione e di scambio tecnologico.

Il discorso arriva in un momento cruciale per i negoziati globali sul clima, in vista della COP30 in programma nel 2025 in Brasile. Mentre molti Paesi si interrogano su come conciliare crescita economica e riduzione delle emissioni, la Cina si propone come attore indispensabile della transizione, ma chiede in cambio la fine delle restrizioni che colpiscono i suoi prodotti verdi.

Il messaggio, diretto in particolare a Washington e Bruxelles, riassume la strategia diplomatica di Pechino: presentarsi come leader della sostenibilità globale e difensore del libero commercio nel settore delle energie pulite, mentre gli altri – soprattutto in Occidente – oscillano tra la necessità di ridurre le emissioni e la tentazione di proteggere i propri mercati.

Per la Cina, la sfida climatica è anche una questione di visione geopolitica. Eliminare i dazi sui prodotti green significherebbe non solo accelerare la transizione ecologica mondiale, ma anche consolidare il ruolo del Paese come potenza guida della nuova economia a basse emissioni. Un obiettivo che Pechino intende perseguire con determinazione, anche sul terreno – sempre più politico – dei negoziati commerciali internazionali.

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