23 Ottobre 2026, venerdì
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Vendite al dettaglio in frenata: a settembre calo dello 0,5% rispetto ad agosto

I dati Istat mostrano un rallentamento dei consumi: giù alimentari e non alimentari. Su base annua cresce il valore, ma scendono i volumi d’acquisto

Settembre si chiude con il segno meno per il commercio al dettaglio. Secondo le stime diffuse dall’Istat, le vendite segnano una flessione dello 0,5% rispetto ad agosto, sia in valore sia in volume, confermando la fase di debolezza dei consumi che attraversa il Paese.

La contrazione tocca sia i beni alimentari, in calo dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume, sia quelli non alimentari, che arretrano dello 0,5% in valore e dello 0,6% in volume. Un doppio segnale negativo che riflette il comportamento prudente delle famiglie, strette tra il rialzo dei prezzi e l’incertezza economica.

Il quadro migliora leggermente se si guarda ai dati su base annua. A settembre 2025, rispetto allo stesso mese del 2024, il valore complessivo delle vendite al dettaglio risulta in crescita dello 0,5%, ma il volume — cioè la quantità effettiva di beni acquistati — diminuisce dell’1,4%. Il che significa che gli italiani spendono di più, ma comprano meno, un effetto diretto dell’inflazione che continua a erodere il potere d’acquisto.

Nel dettaglio, i beni alimentari registrano un incremento dell’1,5% in valore, ma un calo dell’1,8% in volume: anche qui, la spesa aumenta ma i carrelli si svuotano. Ancora più debole il comparto dei beni non alimentari, che segna una contrazione sia in valore sia in volume, segnale di un’ulteriore prudenza nei consumi discrezionali, dai prodotti per la casa all’abbigliamento.

L’andamento di settembre conferma dunque la tendenza di un mercato interno ancora fragile, dove il lieve recupero dei valori monetari non basta a compensare la riduzione delle quantità acquistate. Una fotografia che evidenzia come, al di là dei numeri, il nodo dei consumi resti uno dei punti più delicati della ripresa economica italiana.

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